Le ragioni di un dissenso

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In foto Dmitry Shtodin
Cresce nella popolazione italiana una certa forma di dissenso nei confronti dell’Ucraina dopo l’entusiasmo iniziale che, sanzioni e rincari  permettendo ci fece tutti avvolgere nelle bandiere gialle blu e fare sfoggio della nostra vicinanza, dall’ultimo della strada al Papa Francesco. Solo in Germania regna una forma analoga ma per ragioni diverse.Ora le cose sono cambiate ma non è essenzialmente colpa di Zelensky o merito di Putin, anzi, è la conseguenza di un incrudimento della crisi economica occidentale e soprattutto italiana, a causa di un conflitto che abbiamo inteso in parte e di cui vogliamo restare neutrali, perché ha offerto subito la scure per un aumento di tasse e balzelli. Il cittadino non c’è la fa più e di fronte ad una crisi che doveva colpire le spiagge e i condizionatori per una pace quasi impossibile, se ne sono scappati tutti al mare svuotando le città e le coscienze che inutilmente i nostri governanti, ancora una volta, avevano tirato in ballo dopo aver visto l’assenza di una autentica coscienza diplomatica . Lo si vede nelle strade ma anche dai media se si arriva a parlare di un fantomatico movimento  Forza Putin, che registra non tanto le adesioni della gente nei  confronti dello zar russo ma la rabbia di chi difende le cause dei contribuenti, nel vedere che di fronte ad una efficienza diplomatica assente e non causa della diplomazia stessa , lo abbiamo detto più volte, si vada a perforare la tasca degli italiani ancora una volta.
È stato definito come il primo eroe di guerra al tempo dei social, dismessi giacca e cravatta, ma di diplomatico ha molto poco : Smettiamola di affermare che la diplomazia sia un ruolo e che pertanto può essere assunto da chiunque ne abbia la facoltà indipendentemente dalla carica che possiede. Se ciò avvenisse il più grande fallimento diplomatico sarebbe quello del Papa: ignorato, inascoltato , disatteso. Il diplomatico è un mestiere che richiede una personalità che sappia avvicinare due contendenti che non si parlano o muovono nel modo in cui dovrebbero. Spesso l’incitamemto può venire da chi non è diplomatico, ma se non si fa qualcosa si cade inesorabilmente nel baratro peggiore: Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, chiese al console generale russo a Milano, Dmitry Shtodin, di fare qualunque cosa per convincere le autorità del suo paese a fermare la guerra in Ucraina. Gori  inviò il suo appello scrivendo al Consolato generale della Federazione Russa a Milano. Il sindaco ringrazio’  il console per l’ aiuto portato alla comunità da reparti di sanità dell’esercito russo, alloggiati nel centro di Bergamo, durante il primo periodo della pandemia Covid-19. Proprio in virtù di quelle parole chiese di adoperarsi per porre fine all’invasione dell’Ucraina: “ Inermi popolazioni civili sono esposte in queste ore ai bombardamenti dell’esercito russo. Morti e feriti si contano a centinaia, mentre enormi masse di persone sono in fuga per mettersi in salvo. Non c’è giustificazione per quanto stia accadendo”. Si, non c’è giustificazione per quanto accade ma quando la politica di pone al di sopra della diplomazia, le ragioni di un dissenso prendono piede anche tra chi non c’entra ma ne deve subire le conseguenze morali e materiali.