Le Sirenuse, gusto e charme oltre il tempo

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Positano, casa padronale del 1700 acquistata ad inizio secolo scorso da una antica famiglia napoletana, i Sersale, come casa al mare poi trasformata in albergo di charme, un’esposizione permanente di pezzi d’antiquariato, alcuni molto pregevoli, mobili, quadri e piante tropicali, ma sempre con il fascino della dimora privata. Giunti alla seconda generazione e pronti per la successiva, Antonio, formatosi all’Ecole Hotelière de Lausanne con esperienze estere, ha assunto il comando dopo la prematura dipartita del papà Franco, persona eclettica, amante dei viaggi, in particolare dell’India e che, insieme ai suoi fratelli Anna, Paolo e Aldo, deceduti anni or sono, negli anni ’50 iniziò l’avventura di albergatori. Nel cuore di Positano, con una veduta invidiabile affacciato sulla baia a 70 metri di altezza sul mare, luogo di pace e riflessione, pervaso di romanticismo al calar del sole, immerso in un panorama che non ispira semplicemente una permanenza temporanea del mero vacanziere o avventore culinario bensì quella dimora definitiva, del per sempre. Cinquattonto camere, tutte diverse l’una dall’altra, mattonelle artigianali di Vietri, arredi antichi e moderni, orientali e non, con un mix sorprendente in termini di gusto ed eleganza. Lenzuola di lino (sostituibili a richiesta, qualora non riscontrassero gradimento, con quelle di cotone), una selezione di cuscini a scelta, accappatoio ed asciugamani in cotone personalizzato, linea di cortesia con saponi e profumi creati in esclusiva, vasca idromassaggio, iPod con iPod Speaker già caricato di play list musicale o da scegliere tra più di 700 dvd o films. Piscina, SPA e Gym (disegnata da Gae Aulenti con l’utilizzo di tek, marmo bianco, vetro e acciaio che prendono le distanze dallo stile moresco dell’hotel ridefinendo quello che è il concetto di benessere in un’atmosfera di grande charme), questi sono alcuni dei benefit di cui potrete godere a “Le Sirenuse”. Due barche, un vecchio gozzo in legno (il Sant’Antonio) ed il mitico Riva Acquarama sono a disposizione dei clienti per un’emozionante uscita lungo la costa. Tre sono le offerte gastronomiche, Pool Bar: ristorante-bar a bordo piscina per un’offerta lunch friendly; Champagne e Oyster Bar su una delle terrazze dell’hotel affacciata su Positano, ostriche e frutti di mare e pesce declinato nel rispetto della tradizione e, champagne ovviamente; “Ristorante La Sponda”, stella Michelin con il suo chef Matteo Temperini, toscano, dopo varie esperienze nazionali ed internazionali di alto livello, nel 2008 arriva al Sirenuse ottenendo la stella quattro anni dopo. Chi passa per grandi maestri (come Alain Ducasse o Alfonso Iaccarino) in grandi cucine, il primo pensiero va a preparazioni complicate con il risultato di piatti incomprensibili ai più, Matteo invece è un essenzialista, predilige le grandi materie prime del territorio scelte da lui stesso al mercato, dal pescatore di fiducia, dal contadino, al caseificio e, alla lettura del “suo” menu, emerge immediatamente che la sintesi del gusto si traduce in un piatto che rispetta l’identità di un territorio e anche la tradizione, attraverso un’esperienza ed una tecnica consolidate. L’accoglienza, atipica per un cinque stelle, è calda, quasi familiare così come sanno fare tanto bene da queste parti, Giovanni Ciccone da direttore operativo mi fa da Cicerone facendomi visitare in tutti i suoi anfratti questo bellissimo albergo lasciandomi alle cure (potrei anche tranquillamente dire alle coccole) di Vincenzo Galani, il Maitre, e di Cristian Fusco giovane ed intraprendente sommelier. La terrazza ristorante è bellissima ma la sala interna, illuminata da lampadari a candele, 400 per la precisione, tutte le sere accese (e spente…) per gli ospiti, è da… proposta di matrimonio. Alici marinate con olio, sale e zeste di sfusato amalfitano e uno sgombro alla scapece aprono le danze accompagnate da un Bourgogne di Pierre Yves Colin Morey; spaghettone di Gragnano con sconcigli e cannolicchi, biscotto di Agerola, capperi di Salina e colatura di alici di Cetara, al calice un Trebbiano d’Abruzzo Vigneto di Popoli Valle Reale; spigola di lenza panata ai capperi di Salina, salsa di erbe e pomodori marinati accompagnato da Joh Jos Prum riesling Kabinett; per finire savarin al cacao, fragoline di bosco, spuma di latte speziato, accompagnato da un Recioto di Antolini. Caffè e biscottini chiudono il percorso. La rete internazionale di viaggi di lusso “Virtuoso” ha proclamato tra i vincitori del premio “Best of the Best Awards 2015” il Le Sirenuse di Positano con il suo amministratore delegato Antonio Sersale come “Hotelier of the year”. Come scrisse John Steinbeck, che venne nel 1953, “Positano colpisce profondamente. È un posto di sogno che non vi sembra vero finché ci siete, ma di cui sentite tutta la profonda realtà quando l’avete lasciato”. Cosa aspettate.