Le Stazioni dell’Arte narrate online ai bambini

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di Francesco Bellofatto

Una straordinaria risorsa di Napoli, le Stazioni dell’Arte della Metropolitana, premiate tra le più belle d’Europa da CNN e The Daily Telegraph, finora non erano state comunicate agli utenti più giovani, i bambini che ogni giorno le attraversano.

A colmare questo vuoto ci ha pensato Sarah Galmuzzi, giornalista e storica dell’arte contemporanea, che, complice la quarantena, ha ideato e prodotto quindici video dedicati alle istallazioni d’arte contemporanea lungo il percorso, narrate agli utenti più giovani, con un linguaggio semplice ma efficace, e il supporto di video e cartoon.

La serie di video è ben presto diventata virale sui canali social ed il Comune di Napoli l’ha inserita nella piattaforma #Nonfermiamolacultura, uno degli appuntamenti più seguiti dai bambini nella fascia mattutina.

“L’arte contemporanea è una materia affascinante e complessa che spesso non viene comunicata in modo accessibile a tutti – sottolinea Sarah Galmuzzi, forte della lunga esperienza al Pan – con il risultato di creare distanza, di allontanare maggiormente i possibili utenti. Da madre ho voluto rendere più semplici i concetti per avvicinare a questi temi mia figlia, che tra poco compie sette anni”.

Con un linguaggio semplice ed una capacità di sintesi Sarah Galmuzzi ha messo a punto il suo progetto divulgativo, supportata nella realizzazione dal compagno, il grafico Alessandro Leone: il risultato è un format semplice, di impatto immediato e molto efficace nella divulgazione del messaggio.

“Ho scelto le metropolitane e non i musei – prosegue Sarah – perché questi ultimi hanno una loro sezione didattica e personale dedicato. Ma soprattutto non trovavo interessante raccontare qualcosa che potenzialmente non era stato mai visto e conosciuto. Invece ho fatto mia l’espressione di Museo Obbligatorio, che trovo straordinaria, perché in una città come Napoli, ma non solo, partendo dalle Stazioni dell’Arte hai un’opportunità di venire a contatto con delle opere di cui non conosci il significato. Tutti i bambini hanno preso la metropolitana, quindi sono passati davanti alle scarpe di Kounellis, sotto i mosaici di Toledo, davanti agli specchi di Pistoletto. Qualcuno si sarà chiesto – o avrà chiesto ai genitori – il significato di quelle istallazione… Quindi perché non dare una risposta a queste domande”?

Il progetto è partito da Garibaldi, con un test con mamme e bambini di età diversa, per verificare l’efficacia del format e la chiarezza del messaggio. Poi i video hanno avuto successo su Facebook e sulla piattaforma del Comune di Napoli.

“Mi piacerebbe che questo tipo di messaggi venga diffuso ad una platea sempre più ampia – aggiunge la storica dell’arte -. La mia intenzione è di continuare sulla strada del Museo Obbligatorio. Per le prossime tappe penso ad alcune istallazioni su Napoli, dove i bambini passano spesso, come nel caso dell’istallazione di Kounellis in via Toledo, o alla street art ed ai murales. Sempre per rispondere alle loro domande su chi l’ha fatta ed a che cosa serve”.

L’idea di Sarah è quella di dare una spiegazione complessiva, anche in relazione al contesto in cui le istallazioni sono inserite: le foto di Mimmo Jodice alla stazione Museo, le opere legate alla parola, alla scrittura e alla poesia per Piazza Dante, il gioco di specchi di Pistoletto a Garibaldi, luogo d’incontro/flusso quotidiano di migliaia di persone, l’impronta fortemente napoletana di Salvator Rosa…

“E’ un momento di grande difficoltà per tutti e le nostre relazioni ed attività sono legate al web – conclude Sarah Galmuzzi -, ma ho promesso a mia figlia e ai suoi compagni di scuola che appena possibile, e spero vivamente al più presto, farò per loro una visita guidata ‘reale’ nelle Stazioni dell’Arte”.