Le voci di Napoli, nobile tradizione alla Domus Ars

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In una Napoli invasa e coccolata dai turisti, torna il grande repertorio musicale partenopeo con il concerto di sabato 28 maggio in scena con Le voci di Napoli alla Domus Ars, a chiusura di una trilogia musicale avviata la scorsa primavera dalla Golden Voices Music, nonché chiosa di uno dei Maggio dei Monumenti tra i più visitati degli ultimi anni. Ci risiamo dunque, nella meravigliosa cornice della napoletana Domus Ars di Via Santa Chiara, una delle più suggestive chiese sconsacrate del centro storico partenopeo, con uno degli spettacoli più amati dagli appassionati e dai turisti già numerosissimi ad applaudire gli artisti delle prime due rappresentazioni di marzo ed aprile. 

Sabato 28 maggio tenori, soprani, raffinati artisti e musicisti della tradizione partenopea, scritturati dalla consolidata compagnia del canto di Partenope Golden Voices Music, interpreteranno ancora una volta brani ricchi di sentimento e malinconia, capaci di cullare gli spettatori in un viaggio emotivo e introspettivo senza tempo. Il repertorio come sempre prevede una carrellata dei più grandi capolavori del repertorio classico napoletano, da O sole mio a Funiculì funiculà, da Torna a Sorrento ad O paese do sole. Melodie che hanno arricchito ulteriormente le bellezze naturali ed artistiche della città di Napoli rendendola unica e famosa in tutto il mondo. Anche per lo spettacolo del 28 maggio, entrato di diritto nel cartellone del Maggio dei Monumenti 2016 organizzato dal Comune di Napoli, la Golden Voices Music offrirà a tutti i partecipanti una degustazione tipica partenopea, ennesimo vessillo della fidelizzazione dello spettatore italiano o straniero, anche se spesso sono proprio i cittadini napoletani i primi fruitori della grande musica nostrana. Del resto i novanta minuti de Le voci di Napoli scorrono briosissimi con la presenza in scena di un tenore, un soprano, un cantante-Pulcinella ed una piccola orchestra con tre elementi a caratterizzare profondamente l’intero repertorio musicale proposto. 

Repertorio che spazia dalle arie del Seicento ai successi del primo Novecento – spiega la direzione artistica nella conferenza stampa di presentazione dell’evento – con una carrellata struggente di melodie capaci di toccare le corde più intime e remote dell’anima umana. Passione, allegria, nostalgia, disperazione, speranza e comicità accompagneranno gli spettatori in novanta minuti di grande spettacolo. Del resto non ci stupisce che tra i giapponesi e gli americani scorgiamo ogni volta molti concittadini. La nostra musica ha una tradizione plurisecolare e rientra appieno nelle bellezze della nostra stessa città. Nessuna città al mondo può vantare una cultura musicale così profonda per cui, a nostro avviso e nel nostro piccolo, ci preoccupiamo ogni giorno di curarla, valorizzarla e promuoverla. E per nostra fortuna gli sforzi profusi nel tempo ci consentono di interfacciarci con i turisti di lungo corso o dei low cost, così come ci seguono i crocieristi ed i patiti dell’ultima ora. E poi abbiamo la suggestiva Domus Ars che fa di questo concerto un evento indimenticabile, impreziosito oltremodo dalla location che pare riecheggiare le melodie napoletane da un passato senza tempo. Ascoltare musica vecchia anche di quattrocento anni nel vecchio centro storico è un’esperienza indimenticabile. 

In questi termini poesia e musica vanno vissute davvero a braccetto, dunque, per ascoltare e vedere da vicino Le voci di Napoli griffate ancora una volta da Golden Voices Music, compagnia tra le più intraprendenti della musica e del canto popolare classico napoletano.