L’economista Cottarelli: Il futuro non dipende solo dall’Europa. Servono riforme e investimenti

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in foto Carlo Cottarelli, economista e Direttore presso Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani

“Il futuro dipende da quello faremo come italiani, non contiamo solo sull’Europa e sulle condizionalità che essa pone o sui fondi che ci trasferisce. Il rimbalzo dell’economia ci sarà ma servono riforme ed investimenti sui capitali, quello umano (istruzione), sui macchinari nelle aziende e per creare condizioni tali da poter attrarre le imprese estere sui nostri territori”. A dirlo è Carlo Cottarelli, economista e Direttore presso Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, intervenendo all’evento Alis “Trasporti, logistica, sostenibilità: green e blue economy per la ripartenza”, in corso presso l’Hilton Sorrento Palace. Cottarelli risponde poi a sei domande di natura macroeconomica. “Siamo fuori dalla crisi economica? Se guardiamo i dati disponibili – dice – la produzione industriale ha superato il livello pre crisi, gli indicatori di ottimismo di famiglie e imprese sono molto alti, la crescita economica, che il governo valuta intorno al 4,5 per cento, secondo me andrà ben oltre il 5 per cento e continuerà a salire anche il prossimo anno se non dovessero accadere nulla di serio sul piano sanitario. Quindi siamo fuori dalla crisi economica”.
Seconda domanda: perché siamo usciti senza problemi di finanza pubblica? “La risposta è semplice – spiega -, i soldi sono arrivati dall’Europa, risorse della Banca centrale europea con lo scorso anno ha finanziato per 170 miliardi lo Stato italiano, coprendo più del deficit italiano, ancor prima del Pnrr. I tassi d’interesse sono addirittura scesi”. Terza domanda: quali rischi ci sono per il futuro? “In questi 18 mesi la Bancacentrale europea ha pensato ad immettere moneta nel mercato perché l’inflazione era bassa. Se aumentasse oltre il 2 per cento a questo punto dovrebbe fare il contrario di quello che ha fatto adesso, non rinnovando i titoli di stato italiani in scadenza. Se Bce dovesse fare questo il problema sarebbe molto serio per Stato italiano è il peso del debito per il 25 per cento sarebbe scaricato sui mercati”.