Lega-M5S, gemelli diversi a confronto

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Roma, 10 mag. (AdnKronos) – Lavoro e sanità? Oppure famiglia e occupazione? All’indomani del via libera di Silvio Berlusconi all’esecutivo giallo-verde, proseguono le trattative di Lega e Cinque Stelle per la formazione di un nuovo governo che dovrà basarsi su un programma comune. Ma quali sono i temi e gli obiettivi finora condivisi dalle due formazioni politiche? Entrambe sono considerate forze euroscettiche nonché anti-establishment, pronte – come ribadito più volte dai loro leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio – a cancellare alcune delle principali riforme dei precedenti governi.

A partire dalla Legge Fornero che, secondo leghisti e pentastellati, andrebbe superata con una nuova riforma previdenziale economicamente e socialmente più sostenibile. Altra legge nel mirino di entrambi i partiti è la Buona Scuola, con il Carroccio che punta all'”abolizione di anomalie e storture della legge” ed il M5S che intende realizzare un “piano assunzioni razionale in base al fabbisogno delle scuole” e abolire il “precariato”.

In attesa di conoscere gli esiti della trattativa tra M5S e Lega è possibile intravedere, programmi elettorali alla mano, quali sono i temi di convergenza e quali sono quelli che, al contrario, potrebbero mettere a rischio un’intesa duratura.

LAVORO – Altro nodo centrale dei programmi elettorali di Lega e M5S – sul quale i partiti dovrebbero trovare un punto di incontro – è la promozione del lavoro e dell’occupazione. Tra le misure principali da introdurre, secondo il Carroccio, vi è il “salario minimo orario che indipendentemente dai contratti nazionali e da quanto concordato dalle cosiddette parti sociali, stabilisca per legge che ogni ora di ogni lavoratore non possa essere pagato al di sotto di una certa cifra”. Il principale cavallo di battaglia del M5S è, invece, l’introduzione del reddito di cittadinanza, un sussidio destinato a chi è senza lavoro o in stato di indigenza, ma erogato solo a particolari condizioni.

FAMIGLIA – In merito alle politiche sulla famiglia, il Carroccio propone “una riforma fiscale a misura di nuclei familiari” basata sull'”introduzione di una ‘no tax area mobile’ crescente in base ai carichi familiari” e sull'”innalzamento della soglia di reddito sotto la quale considerare un congiunto come ‘a carico’”. Linea simile per i pentastellati, che rimarcano “la necessità di politiche di sostegno alle famiglie” attraverso “l’espansione del sostegno monetario al costo dei figli e la promozione, anche attraverso coerenti politiche di incentivazione, della possibilità di combinare lavoro e responsabilità familiari; un salario minimo; una maggiore flessibilità”.

IMMIGRAZIONE – Sul fronte immigrazione, invece, il Carroccio prevede una linea dura, con il “blocco degli sbarchi”, il “rimpatrio di tutti i clandestini” e la “revoca dell’accordo Renzi-Alfano sulle regole d’ingaggio nel progetto ‘Triton'” mentre i Cinquestelle sembrano voler adottare misure più soft, puntando ad una “cooperazione internazionale finalizzata anche alla stipula di trattati per i rimpatri” e a “10.000 nuove assunzioni nelle commissioni territoriali per valutare, in un mese, come negli altri paesi europei, se un migrante ha diritto a stare in Italia o no”.

TASSE – Per quanto riguarda le misure fiscali da attuare, sia il Carroccio che il M5S optano per una “riduzione del cuneo fiscale”. Da un lato la Lega insiste sull’introduzione di un’unica aliquota fiscale, la cosiddetta ‘Flat tax’, e del “principio del divieto di tassazione in assenza di reddito”, dall’altro il M5S punta ad una riforma fiscale basata su “riduzione delle aliquote Irpef”, “niente tasse per redditi fino a 10mila euro” e “abolizione reale degli studi di settore, dello split payment, dello spesometro e di Equitalia”.

PENSIONI – Entrambe le formazioni politiche sono a favore del superamento della Legge Fornero, definita più volte dal leader del Carroccio “una legge ormai riconosciuta sbagliata dall’Universo”. In alternativa, mentre il M5S opta per l’introduzione di una pensione minima di 780 euro netti al mese a tutti i pensionati (pensione di cittadinanza), la Lega auspica il ritorno delle pensioni di anzianità, delle pensioni di vecchiaia ante Fornero e l’introduzione di flessibilità in uscita come quota 100 e quota 41.

EUROPA – Altro tema su cui le due formazioni politiche dovrebbero accordarsi è quello dell’Europa e dei suoi regolamenti. Mentre il programma elettorale del Carroccio ha un capitolo apposito intitolato “No all’Europa dei burocrati e degli speculatori” – che prevede, tra le altre cose, la “revisione dei trattati europei” e la “riduzione del complesso sistema di regole che rende sempre più difficile raggiungere il vero potenziale del Mercato Interno UE” – l’argomento Europa non risulta tra i 20 punti del programma M5S. Tuttavia Di Maio ha espresso l’intenzione di “contare” e sedersi ai tavoli europei per cambiare le regole escludendo però l’ipotesi di uscire dall’euro.

SANITA’ – La Lega chiede una sanità “universalistica, finanziata prevalentemente dal sistema fiscale, ugualitaria e trasparente nella gestione delle risorse attraverso i costi standard”. Il M5S, invece, auspica un “aumento delle risorse per la Sanità Pubblica” e una “riduzione sostanziale delle liste di attesa per tutti gli esami medici”. In particolare, pentastellati e leghisti sembrano concordare sui vaccini: sia Di Maio che Salvini si sono schierati contro l’obbligatorietà dei 10 vaccini imposto dalla legge Lorenzin preferendo lasciare libertà di azione alle famiglie.