Legalità, De Iesu a giovani: Contro i bulli fate fronte comune

29
in foto Antonio De Iesu, questore di Napoli

“Contro il bullo dovete fare fronte comune. Non bisogna sbeffeggiare, deridere o approfittarsi di chi è in difficoltà, anzi lo dovete sempre aiutare”. Queste la parole che il questore di Napoli, Antonio De Iesu, ha rivolto ai bambini e adolescenti che hanno partecipato al progetto ‘Educazione alla legalita” che si e’ svolto presso il Centro sportivo Albricci in collaborazione con il Comitato regionale campano della Federazione italiana nuoto. Oggi alla presenza del questore e del presidente del Comitato regionale della FIN, Paolo Trapanese, sono stati consegnati i diplomi ai 50 partecipanti. Il progetto, che ha goduto del supporto dell’Ufficio Coordinamento delle Attività dei Gruppi Sportivi Fiamme Oro di Roma e del presidente dei Gruppi Sportivi Dirigente Superiore Francesco Montini, ha previsto lezioni settimanali tenute da funzionari e agenti della Polizia di Stato con lo scopo di promuovere e avviare, presso il Centro sportivo Albricci, un percorso formativo e informativo finalizzato allo sviluppo della cultura della legalità. Destinatari del progetto, alunni delle scuole elementari e medie. “Il progetto dell’Albricci – ha detto De Iesu – dovrebbe essere esportato in tanti altri quartieri. Lo sport è educazione alla legalità ed è strumento attraverso cui si possono sensibilizzare i giovani e farli vivere in un contesto di fervida legalità che è una dimensione etica verso cui i ragazzi vanno accompagnati e da stimolare in loro con cose concrete”. E nei prossimi giorni, sullo stesso solco, presso il chiostro della chiesa della Sanità di padre Loffredo sarà inaugurata, in attesa di una diversa collocazione, una palestra di boxe. “Noi e l’Arma dei carabinieri – ha sottolineato il questore – abbiamo fortemente sostenuto l’iniziativa di padre Loffredo mettendo a disposizione i nostri tecnici del pugilato. Questi progetti – ha aggiunto – sono piccole gocce di virtù per dare concretezza a modelli che molto spesso si declinano a parole”. “Solo attraverso il gioco, la dimensione ludica e sportiva – ha concluso il presidente Trapanese – si può insegnare la legalità. Ai ragazzi bisogna dare entusiasmo e far comprendere il valore della legalità che va coltivato quotidianamente”.