La crisi climatica impone una revisione profonda del patto sociale su cui si fondano le comunità. Benessere delle persone, salute dei territori, qualità dell’aria, accesso all’acqua e vivibilità delle città sono elementi sempre più interconnessi. Da questa consapevolezza nasce la prima indagine conoscitiva “Green Social Work in Campania”, promossa da Legambiente Campania per analizzare la diffusione dell’approccio del lavoro sociale ecologico tra operatori e operatrici del settore.
Secondo l’associazione ambientalista, il Green Social Work rappresenta un modello innovativo che integra la dimensione ambientale con quella sociale, riconoscendo il legame tra esseri umani e ambiente naturale. L’obiettivo è supportare individui e comunità nell’affrontare gli effetti del cambiamento climatico e delle crisi ecologiche, promuovendo percorsi di giustizia climatica.
L’indagine è stata realizzata attraverso interviste a 150 persone impegnate professionalmente o in modo continuativo nel settore sociale in Campania, tra assistenti sociali, educatori, psicologi, operatori, progettisti e volontari con ruoli operativi.
La conoscenza del Green Social Work
Dalla ricerca emerge che quasi la metà delle partecipanti (48,7%) ha sentito parlare del Green Social Work solo superficialmente. Il 26,7% dichiara invece di conoscerne bene contenuti e finalità, mentre il 24,7% non ne aveva mai sentito parlare.
Le attività svolte riguardano prevalentemente l’ambito dei minori (48%), seguito dall’istruzione e dal contrasto alla dispersione scolastica (24,7%), dalla povertà e dall’esclusione sociale (24%), dall’immigrazione e dall’integrazione culturale (21,3%) e dall’ambiente e sostenibilità sociale (20,7%). Significativa anche la presenza di operatori attivi nei settori della salute mentale, dello sviluppo territoriale e delle comunità locali (17,3%) e della disabilità (16%).
Ambiente e vulnerabilità sociale
L’indagine evidenzia una diffusa consapevolezza del rapporto tra problematiche ambientali e vulnerabilità sociale. Il 51,3% delle partecipanti ritiene che le emergenze ambientali aggravino spesso situazioni di fragilità sociale, mentre il 28,7% afferma che ciò avviene sempre. Solo il 18,7% ritiene che accada soltanto qualche volta.
Tra i temi ambientali che emergono più frequentemente nel lavoro quotidiano figurano l’accesso agli spazi verdi (58,7%) e il consumo e spreco di risorse (55,3%), seguiti dai cambiamenti climatici in generale (40,7%) e dalla mobilità sostenibile (35,3%).
Rilevante anche l’attenzione verso la gestione dei rifiuti urbani e speciali (31,3%) e l’inquinamento atmosferico (26,7%). Particolarmente significativa, in una prospettiva di Green Social Work, è l’emersione di temi che evidenziano l’intreccio tra questione ambientale e questione sociale, come le nuove povertà legate ai cambiamenti climatici, inclusa la povertà energetica (26%), e l’impatto psicologico della crisi climatica (24,7%).
Anche i rischi naturali, indicati dal 22,7% delle intervistate, confermano come la dimensione ambientale venga percepita come un fattore concreto capace di influenzare il benessere delle persone e le condizioni di vulnerabilità sociale.
Formazione e nuove competenze
La quasi totalità delle partecipanti considera importante integrare la dimensione ambientale nelle politiche e nelle pratiche del lavoro sociale. Il 64,7% giudica questa integrazione molto importante, il 33,3% abbastanza importante, mentre solo il 2% la considera poco rilevante.
Sul fronte della formazione emerge la richiesta di strumenti operativi: il 62% chiede competenze per progettare interventi integrati tra sociale e ambiente, il 58% strumenti per comprendere il rapporto tra vulnerabilità sociale e problematiche ambientali e il 56,7% metodi di educazione ambientale applicabili nei contesti di marginalità.
Imparato: “Serve un salto di paradigma”
“Questo report – ha dichiarato Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – ha l’ambizione di aprire una riflessione sull’approccio ambientale al lavoro sociale e di comunità, far emergere proposte formative, mettere in rete professioniste e professionisti e creare alleanze inedite per un ambientalismo scientifico e sociale”.
Secondo Imparato, il Green Social Work offre l’opportunità di rigenerare professioni esistenti e sviluppare nuove competenze per rispondere alla doppia crisi sociale e ambientale.
“È necessario investire nella formazione, sia pubblica sia del privato sociale. Non si tratta di certificare nuove figure professionali in modo astratto, ma di riconoscere competenze, pratiche e sensibilità che già oggi attraversano il lavoro sociale, educativo, comunitario e ambientale”.
Per la presidente di Legambiente Campania, questo approccio consente di superare modelli puramente assistenziali, rafforzando autonomia e protagonismo delle persone e generando processi di trasformazione nei territori.
Le proposte
Tra le proposte avanzate da Legambiente Campania figurano:
- l’attivazione di percorsi formativi specifici sul Green Social Work, basati su metodologie non formali e strumenti adattabili ai diversi contesti;
- l’orientamento delle politiche pubbliche della formazione verso un approccio socio-ambientale integrato;
- la richiesta alla Regione Campania di elaborare un Piano per il welfare climatico capace di unire politiche sociali e ambientali;
- la promozione di reti collaborative tra professionisti, organizzazioni e servizi territoriali;
- il ripensamento di bandi e avvisi pubblici per sostenere progetti socio-ambientali innovativi e radicati nei territori;
- la valorizzazione delle esperienze già esistenti, favorendo lo scambio di buone pratiche e la costruzione di riferimenti condivisi sul Green Social Work.





































