Legge 107/2024 e PNGLA: se la norma mostra i muscoli, il management deve metterci il cervello

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L’Italia è tra i Paesi più longevi d’Europa: nel 2024 l’aspettativa di vita ha toccato gli 84,1 anni. Un traguardo straordinario che ci pone nell’Olimpo dei sistemi sanitari, frutto di un SSN nato per proteggere tutti, ma che oggi rischia di trasformarsi in un paradosso. La longevità e la cronicità prive  di percorsi efficienti, possono diventare una criticità insostenibile. Dall’Olimpo, il passo verso l’Ade è breve.
Con l’entrata in vigore della Legge 107/2024 e il nuovo PNGLA 2025-2027, lo Stato prova a “mostrare i muscoli” per scalare la vetta delle liste d’attesa. Ma la forza della norma deve integrarsi in un equilibrio gestionale solido per diventare una leva vantaggiosa.
In sintesi: se il management non ci mette il cervello, non arriveremo mai al cuore del problema.

I Muscoli: Trasparenza e Obblighi

La Legge 107/2024 introduce una Piattaforma Nazionale gestita da Agenas per monitorare le agende in tempo reale, un organismo di controllo dedicato, un CUP unico (che integra pubblico e privato accreditato) e il superamento del tetto di spesa per assumere personale. Per dare ossigeno ai professionisti, arriva la flat tax al 15% sulle prestazioni aggiuntive: un incentivo per aumentare le visite anche nei weekend e smaltire l’arretrato.

Il Cervello: Appropriatezza e Management

Il PNGLA 2025 sposta l’asticella sull’appropriatezza. I tempi di attesa diventano impegni vincolanti: 72 ore per le urgenze (U), 5 giorni per le brevi (B), 10-15 giorni per le differibili (D) e 120 giorni per le programmate (P).

La gestione si articola su tre pilastri:

  1. Percorsi di Tutela: se il pubblico fallisce i tempi massimi, l’Azienda Sanitaria deve garantire l’accesso al privato o in intramoenia, facendosi carico della differenza economica. L’onere della ricerca non ricade più sul paziente: è l’azienda a doverlo ricontattare.In questo scenario, il management deve trasformare la mole  di Big Data generati dalla Piattaforma Agenas in “informazione predittiva”: non basta sapere quanto si aspetta, bisogna capire perché la domanda si accumula in certi nodi per agire prima che il sistema vada in sofferenza.
  2. Appropriatezza Prescrittiva: le ricette non possono più essere generiche. Diventa obbligatorio inserire il quesito diagnostico per ogni prestazione, per evitare “esami non appropriati”.
  3. Sanità “allargata”: il sistema si espande nelle Farmacie (telemedicina, ECG, Holter), ma richiede rigore anche all’utente. Chi non disdice l’appuntamento con almeno due giorni di anticipo pagherà il ticket, anche se esente.

La Visione: verso una Sanità “Lean”

Basterà tutto questo? In un Paese di anziani e cronici, non si tratta solo di correre, ma di correre bene. Serve una gestione capace di ottimizzare i flussi e stratificare i rischi leggere i dati trasformandoli in salute.

È il momento di spingere su un modello di Lean Healthcare: non basta aggiungere prestazioni, bisogna riorganizzare a monte il sistema in toto,le competenze e sfide  di crescita del personale sanitario. Vincere  la sfida delle liste d’attesa significa agire sul riordino del sistema con una visione S.M.A.R.T.: specifica, misurabile, attuabile, realista e, soprattutto, definita nel tempo.