L’elogio della pazzia, ovvero talvolta è opportuno rompere gli schemi

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VALENTINO GARAVANI STILISTA GIANCARLO GIAMMETTI

Il disordine mentale può esprimersi in modi differenti.
Uno di essi è il tipo di comportamento di Trump: sostenere la mattina quanto aveva avuto la spudoratezza di dileggiare la sera precedente. Vale anche se la successione degli eventi dovesse attuarsi nel sensl contrario. D’altra parte, soprattutto in tempi come quello che l’umanità ormai da tempo sta vivendo, non è raro che fatti di importanza e qualità non omogenee, quindi non paragonabili, si trovino a rivestire uno il ruolo dell’altro per quanto riguarda la capacità di bucare lo schermo o rendere tridimensionali i caratteri dei giornali. Nella Roma di Cicerone, si soleva dire che ” semel in anno licet insavire”. Con tale espressione si intendeva esorcizzare il paradosso nel dare molta importanza, come sarebbe normale che avvenisse quando le acque sono calme, a fatti importanti si, ma non tanto da anteporsi alle guerre che hanno già assunto rilevanza eccezionale. Appare chiaro che il riferimento va a Valentino Garavani, morto ieri Roma. Era ultranovantenne, è vero, ma il particolare non allevia il senso di disagio diffuso circolante, simile a quello generato dal trafugamento di un’opera d’arte. Ebbene si, la morte di un solo personaggio, seppure sia stato uno dei simboli nel mondo di un’ Italia di gran qualità, è riuscita a intristire una percentuale di personaggi di una certa levatura sociale, sparsi nei posti adatti a loro. Il punto di colore rosso, a cui veniva associato il suo nome di battesimo, era uno delle due nuances, l’altra era quella delle automobili Ferrari, che sono tutt’ora ambasciatori della qualitá italiana nel mondo. La leggerezza di queste righe ha la pretesa di fare come i “due raggi di sole nell’acqua gelida”, titolo di un romanzo di Francoise Sagan. Pretesa vana, perchè le notizie che arrivano dai luoghi dove si combatte riportano efferatezze peggiori di quelle frutto della fantasia di chi gira film dell’ orrore. Gennaio, che nelle dichiarazioni di quanti conducono le danze – si legga azioni di guerra – sarebbe dovuto essere il mese della ratifica di atti propedeutici alla fine delle ostilità, si sta avviando a conclusione con risultati di segno opposto. Trump ha brindato al nuovo anno mentre arrestava Maduro, presidente del Venezuela. Ha dato notizia al mondo del suo intento di voler procedere con lo stesso animo nei confronti di altri paesi. Nel frattempo molte persone nel mondo si terranno fuori dal toboga dei bombardamenti e delle azioni violente in genere, fissando tutti i passaggi del commiato al Maestro che ha contribuito in maniera incisiva a far conoscere il buon gusto italiano nel mondo.