Leonardo Company, il positivo rapporto di Profumo con il Giappone

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In foto Umberto Vattani

Alessandro Profumo , nonostante i polveroni giudiziari, guida l’impegno italiano alla promozione dei rapporti di affari con il Giappone. L’amministratore delegato di Leonardo ha presieduto ad inizio Novembre la prima assemblea (per la parte italiana) dell’Italy-Japan Business Group che dal 1989 rafforza il dialogo imprenditoriale tra i due Paesi. Lo ha fatto in virtù della nomina ricevuta a ottobre dal ministro dello Sviluppo economico
Stefano Patuanelli, su proposta del presidente dell’Agenzia Ice Carlo Ferro. Per Leonardo conferma la solida partnership con il Paese del Sol levante, dove volano circa 130 elicotteri realizzati dall’azienda a cui, tra gli altri, potrebbe aggiungersi il convertiplano AW609. Luigi Romano continua su ‘Air Press’: “Da oltre tre decenni, l’Italy Japan Business Group è tra i principali attori dello sviluppo dei rapporti economici e industriali tra i due paesi e ha contribuito al dibattito internazionale, sostenendo fortemente l’Economic partnership Aagreement entrato in vigore nel 2019 tra il Giappone e l’Unione Europa”, ha spiegato Profumo. Nel corso del suo mandato, ha aggiunto, “mi impegnerò a rafforzare e ampliare le attività di questo gruppo, con l’obiettivo di sostenere e ulteriormente rafforzare le reciproche relazioni economiche”. Si punta a “promuovere occasioni di incontro e confronto, condividere e replicare esperienze positive, creando sinergie nei settori già oggetto di collaborazione e favorendo nuove opportunità”. Profumo ha ereditato la carica che è stata in passato ricoperta da Umberto Agnelli (primo presidente, per 14 anni), Sergio Pininfarina, Giorgio Zappa e Mauro Moretti. Nel 2019 l’incarico è stato affidato all’ambasciatore Umberto Vattani, attuale vice presidente, che lo ha ricoperto per un anno in qualità di “acting co-chairman”. La presidenza è d’altra parte condivisa, e vede attualmente in carica per la parte giapponese con Tamotsu Saito, presidente di IHI Corporation, colosso nipponico che ha l’aerospazio nel core business. L’Italy-Japan Business Group si presenta come organismo associativo, creato nel 1989 dalle comunità imprenditoriali dei due Paesi con il patrocinio dei rispettivi ministeri per lo Sviluppo economico. Ha l’obiettivo di promuovere una maggiore cooperazione industriale tra i due Paesi e favorire un dialogo permanente tra le due comunità di affari, con il supporto delle rispettive istituzioni. Per la parte italiana, i soci fondatori sono l’Agenzia Ice (che propone al Mise la nomina del presidenza ed esprime il segretario generale), Confindustria e la Fondazione Italia-Giappone. Tra i soci italiani ci sono istituzioni e imprese che rappresentano “le eccellenze del made in Italy”, tra cui Ferrovie dello Stato, Mermec (gruppo Angel), InvItalia e Alcantara, oltre ovviamente a Leonardo. Il legame tra l’azienda di piazza Monte Grappa con il Giappone è storico, soprattutto nel settore dell’ala rotante, accompagnato dalla fornitura di sistemi di difesa e immagini satellitari. Nel Paese del Sol levante sono attualmente impiegati 130 elicotteri prodotti dall’azienda italiana, con compiti civili, di pubblica utilità e militari (nel 2008 ha aperto un ufficio a Tokyo per supportare tale mercato). Spicca l’AW139, il best seller di Leonardo venduto in tutto il mondo (l’evoluzione militare si è aggiudicata la maxi gara negli Usa nel 2018) presente in circa 60 esemplari in Giappone per missioni che spaziano dall’ordine pubblico all’anti-incendio, dal soccorso al supporto all’editoria. Lo scorso gennaio, la giapponese Suzuyo & Co (socio dell’IJBG) ha acquistato il primo simulatore “full motion” dell’AW139 insieme a ulteriori servizi ed equipaggiamenti per la formazione a terra, di tipo digitale e procedurale, per la familiarizzazione dei piloti con i modelli di elicottero AW139 e AW109 GrandNew. Iniziativa, spiegava Monte Grappa, “in linea con il Piano industriale di Leonardo per la fornitura di una sempre maggior gamma di servizi ai propri clienti”. Attraverso una rete di centri di addestramento, con oltre 10mila studenti formati e oltre 41mila ore di volo accumulate al simulatore ogni anno, Leonardo sta espandendo le proprie capacità di supporto globale per massimizzare l’efficacia della missione e la sicurezza delle operazioni. A tutto questo si è aggiunto a settembre l’interesse del governo metropolitano di Tokyo per l’AW609, il convertiplano multiruolo commerciale sviluppato da Leonardo. L’istituzione giapponese ha annunciato l’intenzione di valutare le capacità offerte dal velivolo per fornire in futuro innovativi servizi di collegamento con l’isola di Ogasawara, a circa mille chilometri dalla capitale. Capace di unire le prestazioni tipiche dell’aeroplano turboelica (velocità, raggio d’azione e quota) e la versatilità tipica dell’elicottero (decollo e atterraggio verticale, volo stazionario) l’AW609 appare idoneo alle esigenze, capace di svolgere missioni di trasporto in ogni condizione meteo, limitando inoltre l’impatto in termini di infrastrutture. Con una velocità massima superiore ai 500 chilometri orari, una quota di quasi 8mila metri e un raggio d’azione di quasi 2mila chilometri, il convertiplano di Leonardo dovrebbe essere il primo al mondo con una certificazione civile. Punta a trasformare operazioni tra cui il trasporto privato, le operazioni di soccorso, il supporto all’industria Oil&Gas e il pattugliamento. I primi due AW609 di serie sono attualmente in assemblaggio presso lo stabilimento Leonardo di Philadelphia, negli Stati Uniti. “Operatori in tutto il mondo – spiegava l’azienda a settembre – hanno espresso grande interesse per l’AW609 per compiti quali soccorso, trasporto VIP/corporate, trasporto offshore e impieghi governativi e di pubblica utilità”. I clienti potranno accedere a pacchetti completi di supporto tecnico e addestramento attraverso la nuova Training Academy di Philadelphia. In più, “sistemi di addestramento dedicati e moderni, tra cui un avanzato simulatore di volo, saranno disponibili presso tale sede entro l’anno”.