Leonardo Impegno (Pd): Se Ferrero ha fatto il ministro, poteva farlo anche Savona

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in foto Leonardo Impegno, parlamentare uscente e dirigente del Pd

“Se Paolo Ferrero è stato ministro lo può essere anche Paolo Savona. Io non condivido le sue idee ma questo è tutt’altro discorso”. Lo ha scritto su Facebook Leonardo Impegno, parlamentare uscente e dirigente del Pd.
“Ho scritto di Ferrero – spiega oggi all’Ansa Impegno – perché Ferrero era un anti-Nato, un anticapitalista e ha fatto il ministro nel governo Prodi, quindi il ministro poteva farlo anche uno anti-euro, ma questo non c’entra niente con le legittime scelte del presidente della Repubblica, che ha agito in piena correttezza e con un rigore e una forza istituzionale imparagonabile. Attenti, però, la scelta rischia di diventare un alibi per queste forze che se fossero andate al governo si sarebbero trovate di fronte alla realtà di non riuscire a mettere in atto il loro programma. Alla fine non credo avessero davvero tutto questo interesse a governare per due motivi principali: il loro programma era irrealizzabile dal punto di vista economico finanziario, e forse Salvini, visti i sondaggi, ha pensato gli fosse più utile andare alle elezioni”.
Impegno ricorda che “Ferrero non era al ministero dell’economia, aveva certo un un peso diverso”, e critica aspramente la reazione del Movimento 5 Stelle e della Lega alla decisione di Mattarella: “Non condivido nulla del programma del 5 Stelle e della Lega – spiega – e tantomeno le aggressioni al presidente della Repubblica nei confronti del quale va tutta la solidarietà e il rispetto per aver agito nei confronti dell’interesse generale. La distanza tra me e il populismo sovranista è enorme”.
E il Pd? “Di fronte a questi disastri – conclude Impegno – per il Pd è momento di una riflessione profonda e un dialogo diretto con l’opinione pubblica italiana, trovando una chiave di lettura autonoma, non agganciandosi solo a Mattarella. Andiamo verso una sfida elettorale tra europeisti e antieuropeisti”.