Leonardo Innovation Day, De Gennaro: Filo diretto tra gli studenti e la nostra società

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In foto Gianni De Gennaro, presidente di Leonardo Company

L’innovazione, molto semplicemente, “è la miglior assicurazione che possiamo stipulare per garantirci un futuro che sia almeno all’altezza del nostro passato”. E’ con queste parole che il presidente di Leonardo, Gianni De Gennaro, ha concluso il suo intervento oggi al “Leonardo Innovation Day” in corso a Napoli. “Nel mondo digitale di oggi, dove l’invenzione pura è sempre più rara e l’innovazione tecnologica è un processo sempre più complesso che coinvolge una molteplicità di attori, la circolazione delle idee è fondamentale perché le scintille creative possano alimentarsi, consolidarsi, resistere, trasformarsi e trovare applicazione concreta – ha spiegato De Gennaro -. Ed è per questo che in questa due giorni, dedicata all’innovazione, la nostra parola d’ordine è ‘contaminazione'”. Secondo De Gennaro, si tratta di una nuova filosofia in virtù della quale si è voluto “allestire un’area espositiva dove i nostri prodotti e le nostre tecnologie sono fruibili da un pubblico molto più vasto” ed è stato “realizzata una tavola rotonda dedicata alle nuove frontiere dell’innovazione tecnologica grazie alla quale scopriremo le tante opportunità da cogliere e i rischi da non sottovalutare”.
L’obiettivo, ha detto De Gennaro, è fare “incontrare gli studenti delle università della Campania con i responsabili delle ingegnerie delle divisioni di Leonardo” e “come ogni anno, premieremo i vincitori della XIV edizione del Premio Innovazione. Quest’anno sono stati presentati circa 750 progetti provenienti dal genio creativo dei nostri tecnici – l’8 per cento in più rispetto allo scorso anno – mentre sono stati mila i contatti registrati sul sito web istituzionale per il concorso dedicato agli universitari, con in palio riconoscimenti economici e stage nelle nostre aziende”. De Gennaro ha quindi ricordato che “Leonardo è un grande gruppo industriale che concorre con le proprie tecnologie a garantire la sicurezza dei cittadini, che confida nella ricerca, che vuole essere riconosciuta come un incubatore di idee innovative e che pertanto si impegna a valorizzare quei territori e quelle risorse che producono idee”.
“Oggi siamo qui a Napoli perché anche noi, e molto prima di Apple, abbiamo scoperto il potenziale creativo di questo territorio”, ha aggiunto il presidente di Leonardo. L’azienda infatti è presente in Campania e in particolare “a pochi chilometri da qui – a Pomigliano d’Arco – sorge il più grande stabilimento di Leonardo nel Sud Italia, in una regione in cui sono attive e presenti ben cinque divisioni del nostro gruppo. Una regione in cui insistono ben sei nostri stabilimenti che sviluppano una forza lavoro di oltre 4.500 unità. Crediamo in Napoli, crediamo nella Campania, crediamo nelle potenzialità dell’Italia dove operano 29 mila dipendenti di Leonardo, dove siamo consapevoli di poter attingere a un patrimonio di capacità che ci permette di competere con successo nel mondo”.
Per questo motivo, ha aggiunto De Gennaro, “siamo quindi fieri di contribuire allo sviluppo dei territori in cui siamo presenti: trainando, in posizione di leader del settore dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, un tessuto industriale fatto di 4 mila imprese, al 70 per cento delle Pmi; realizzando e supportando numerose iniziative in campo sociale, della formazione, della cultura e che troveranno nuovo impulso dalla neo costituita Fondazione Leonardo”. Secondo il presidente dell’impresa italiana, “la distribuzione delle idee non è casuale. Per essere un punto di attrazione su una ipotetica mappa di distribuzione planetaria delle idee, dobbiamo essere aperti ed accoglienti, dobbiamo distinguerci, farci riconoscere, dobbiamo attrarre talenti, dobbiamo sapere ascoltare”, come insegna il “genio universale” da cui la compagnia prende il nome. Secondo De Gennaro, quindi, non c’è alternativa: “Perché l’innovazione, molto semplicemente, è la miglior assicurazione che possiamo stipulare per garantirci un futuro che sia almeno all’altezza del nostro passato”.