L’eredità di Eisenberg nel panorama diplomatico che si interfaccia con Leonardo

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In foto Lewis M. Eisenberg, ambasciatore degli Usa in Italia

La cosa che gli è piaciuta di più in questi tre anni in Italia? “E’ facile rispondere, la gente”. L’ambasciatore americano a Roma Lewis Eisenberg non ha esitazioni nel replicare alla domanda su cosa si porterà dietro di questa esperienza nel nostro Paese. Intanto, dice in un’intervista all’Adnkronos, “se si potesse fare un miracolo, il personaggio che avrei voluto incontrare è Leonardo”.

Effettivamente alla fine del suo mandato traspare anche la volontà di deviare definitivamente l’industria dell’aerostazione Leonardo , che da sempre rappresenta lo storico personaggio, verso il perfezionamento degli impianti e delle infrastrutture abili ai progetti che ad esempio si stanno portando avanti con Boeing, ma l’ostacolo principale è stato costituito proprio dalla caratteristica principale della nostra politica, fluttuante quando si tratta ad aderire ad obiettivi comuni è deciso nell’applicazione degli embarghi economici che gli vengono imposti dall’alleato strategico .
In tutto questo Eisemberg ha potuto rilevare che la grande abilità del compartimentò umano di Leonardo era nettamente superiore di quello americano; i fatti testimoniano l’assetto e anche a Seattle sotto la vista dei propri errori hanno saputo apprezzare la maestria e la bravura dei nostri tecnici nell’affrontare la progettualità e l’attuazione del progetto con Boeing; il B787.
Senza dubbio Lewis Eisemberg appartiene alla vecchia guardia diplomatica e ancor più per questo motivo, nel concludere il proprio mandato lascia un messaggio all’Italia che non. Dovremmo non considerare: la rappresentatività del nostro estro si trova ma purtroppo , facilmente, anche quelle perdute temporali che non sempre dipendono dall’imperizia .