L’esordio del difensore civico e quella citazione di Dante

125
In foto Giuseppe Fortunato

E’ raro di questi tempi che una istituzione faccia citazioni.
Giuseppe Fortunato, nuovo Difensore Civico della Regione Campania è l’unica eccezione.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo mandato ha infatti citato padre Dante: “Purgatorio – Canto XVI: Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?
Le stesse cose che pensava Emanuele Gianturco molti secoli dopo, l’Italia è Patria del Diritto ma è rovinata dai poteri discrezionali.
Non solo, ha citato anche l’espressione utilizzata per descrivere un saggio di Diderot del 1769 “Rimpianti sopra la mia vecchia vestaglia”, dove lo
scrittore e filosofo raccontava di aver ricevuto in regalo una nuova vestaglia.
Successe che la sostituzione della vecchia vestaglia, intonata con gli altri vecchi oggetti della casa, rispetto alla nuova vestaglia, fa improvvisamente apparire a Diderot tutto stonato antiestetico, il che lo costrinse a cambiare anche molti altri oggetti della casa: e affermò “Ero il padrone assoluto della mia vecchia vestaglia, e ora sono diventato lo schiavo della nuova”.
Questo è “l’ effetto valanga” che la difesa civica provoca sugli ordinamenti italiani,non a caso hanno abolito la obbligatorietà della istituzione del Difensore Civico nei comuni,
“fortunatamente” non nelle città metropolitane e nelle regioni.
Resta il “vulnus”, l’anello mancante, la figura di un Difensore Civico Nazionale, come esiste in tutta Europa, altra battaglia da fare.
“La mia funzione serve per ricondurre il potere pubblico al rispetto delle regole. Chi non ha capito che è cambiato tutto, non ha capito niente”, dice Fortunato nella sala stampa
della Regione Campania. L’esatto contrario di quello che pensava “il Gattopardo”: “tutto deve cambiare per rimanere tale e quale”.
Quindi nessuna conferenza stampa di presentazione, ma di rendiconto di quello che è stato già fatto dalla rivoluzione del 14 luglio, così definisce Fortunato il suo nuovo
reinsediamento, (altro grande riferimento storico alla “Presa della Bastiglia”): “In una settimana ho messo in mora 550 comuni della Campania al rispetto della privacy dei loro
cittadini, ma anche le pari opportunità e combattere le discriminazioni sui posti di lavoro”. Fortunato è stato anche nella Authority per la salvaguardia della Privacy.
Il programma del Tribuno della Plebe è vastissimo: fisco, debiti della pubblica amministrazione, burocrazia, malasanità, deontologia professionale, ruolo dei giornalisti, meritocrazia nei concorsi, trasparenza nelle nomine, attuazione di leggi, esercizio di poteri sostitutivi. Saranno cinque anni di autentiche battaglie, ve le racconteremo tutte.
Ho aspettato prima di scrivere questo resoconto perché non volevo inflazionare la comunicazione, avendo già fatto una intervista esclusiva a Giuseppe Fortunato, ma anche
perché volevo vedere cosa scrivevano i giornali cittadini, stranamente ho registrato un autentico buco, come al solito, neanche un trafiletto, niente di niente.
E’ strano che questa autentica notizia sia stata trascurata dai giornali cittadini, eppure sono state fatte moltissime domande, io mi sono astenuto per dare tutto lo spazio ai
giornalisti.
“La mancanza di un compenso è uno dei sistemi che la politica in questi anni ha utilizzato per svuotare lo strumento della democrazia della civiltà per evitare che i più capaci vi ci si
dedicassero”.
Non mi nascondo, ho simpatia per questa istituzione, è molto radicata nell’etica protestante che appartiene da sempre alla mia famiglia, in parte valdese di stirpe e di religione, si
nega il principio papalino della “infallibilità assoluta”, l’espressione “Ci sarà pure un giudice a Berlino” è stata mutuata da un’opera di Bertold Brecht nella quale si narra la storia di
un mugnaio che lotta tenacemente contro l’imperatore per vedere riparato un abuso.
Anche nel 1628, quando la monarchia svedese ordinò che il vascello “Vasa” fosse sproporzionatamente dotato di un numero esagerato di cannoni e ne determinò così
l’affondamento e la conseguente strage, il popolo svedese comprese che anche il Re può sbagliare e pretesero che fosse nominato un ispettore (l’Ombudsman) che vigilasse
sull’operato del Sovrano. Così è nata la difesa civica, “la civicrazia” moderna, i nostri precursori tribuni della plebe furono dimenticati dagli “infallibili pontefici del potere temporale” che si susseguirono.
E’ ricominciata una battaglia contro chiunque eserciti un potere in maniera personale. Bisogna ripristinare una rivalutazione politica e morale del ruolo del funzionario dello Stato, una figura che in Italia non è valutata come dovrebbe. Giuseppe Fortunato ha parlato di legittimo orgoglio di chi è a servizio di tutti in maniera neutrale ed imparziale. Anche l’annoso problema dei debiti della pubblica amministrazione verrà affrontato, “spesso creano un circuito vizioso che porta le aziende in attesa di essere saldate a ricorrere
all’usura”.
Inoltre c’è la grande opportunità dell’esercizio dei poteri sostitutivi in maniera diretta, quando non si ottempera ad un adempimento, dopo una diffida , ci sarà la nuova figura di
ispettore-risolutore, non più un semplice atto solo formale di un commissario ad acta.
Seguiremo a tenervi informati di tutti gli importanti sviluppi di questa svolta, la carta stampata è in crisi anche perché non c’è più informazione completa.

Paolo Pantani