L’evento Erich Fromm: sintesi di pittura e musica con Lia Porcelli

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“… Non lasciava avvicinare nessuno a sé e mangiava le persone come fossero dei pulcini”, altre volte aiutava il principe Ivan a uccidere Koščej , come nella fiaba della principessa rana (un piccolo disguido rispetto ai suoi normali comportamenti…) “: La Baba Jaga moscovita prepara decotti e liquori per rimanere giovane e mantenere un bel colorito in volto. Raccoglie le erbe a seconda delle fasi lunari e delle stagioni. Un personaggio folcloristico tradizionalmente dotato di malattie, che compare in molte fiabe e leggende e milioni di russi sono abituati a questa immagine di lei. Essa è una vecchia spaventosa, con una gamba fatta d’osso, che si sposta tramite un mortaio con l’aiuto di una scopa. Ovviamente mangia i viandanti occasionali che giungono presso la sua piccola izba, la quale si erge su zampe di gallina. A volte questa strega cerca di ficcare i viandanti nel forno (come nella fiaba di Vassilissa la Bella) .
Giovedì 21 marzo 2019, alle ore 18,00  il Centro Studi Erich Fromm ed il Circolo Uff. della Marina Militare ( v. Cesario Console 3/b Napoli ) hanno presentato l’evento : “ Sintesi di pittura e musica : Lia Porcelli i suoi tableaux e la musica di Modest Mussorgsky “. Il messaggio di saluto è stato di Francesco Rota delegato dal Presidente del Circolo Andrea Di Raimondo che non è potuto essere presente, in rappresentanza della Marina Militare: “ Mi è piaciuto l’abbinamento artistico che sono anche due sogni dell’infanzia che uno porta dentro ; dipingere, leggere e ascoltare musica ; chi non è passato attraverso questi sogni ?“; sono  seguiti i saluti di Silvana Lautieri: “ Siamo di casa qui , con le nostre prime manifestazioni, 30 anni di attività, che ci hanno visti condividere con altri Circoli momenti di forte riflessione culturale ed intellettuale , Sono qui presenti il Circolo Artistico Politecnico con il Direttore Adriano Gaico; il Circolo Nautico Posillipo con il Presidente Vincenzo Semeraro; il Club International Zonta con la Past President Annamaria Scardaccione Mastrosimone e il Presidente in carica Teresa Imperatore Marrone“. Prima di presentare Lia, Silvana Lautieri ha ricordato la seconda edizione del Premio Posillipo ‘La cultura del mare ’ testimoniato anche dalla presenza costante  agli eventi Fromm, del Presidente Vincenzo Semeraro, che ha dato una direzione nuova al Circolo Posillipo, sicuramente di stampo artistico e culturale , aprendolo per la prima volta alla partecipazione attiva delle donne e inserendo attività didattiche in questi campi.
Laureatasi in matematica alla scuola di R. Caccioppoli, Lia Porcelli completò gli studi musicali, intervallandoli al lavoro di docente. Dopo aver frequentato le lezioni del Maestro Paolo Spagnolo, si è diplomata al Conservatorio di Napoli con il massimo dei voti; quindi, ha seguito i corsi di perfezionamento con la Prof. Isabella Bertucci Padula, e ha raffinato la tecnica e le capacità interpretative. Associazioni ed enti fanno a gara per invitarla agli eventi, postulando sue performance sia come solista che in forma cameristica. Contemporaneamente, crebbe il suo interesse per le arti pittoriche nel figurativo, e ciò la spinse a dedicarsi alla ricerca del bello: in ogni mostra, si osservano tavole e soprattutto acquarelli ispirati ai brani musicali eseguiti, come avvenuto al Circolo della Marina con alcuni quadri tra cui l’acquerello ispirato alla strega russa. Il programma della serata ha compreso quindi una serie di brani eseguita da Lia Porcelli: di L.V.Beethoven  la  sonata opera 27 numero 2   “al chiaro di luna” (1770-1827); di F. Liszt  il 3°notturno  ” Sogno  d’Amore” (1811-1886); di M. Musorgskij ,  da “Quadri di un’esposizione” (1839-1881): Il Mercato di Limoges ; Catacombae; Baba Yaga o la Capanna su zampe di gallina; la Grande porta di Kief.
Il Vicepresidente del Centro Fromm Giuseppe Boccarello ha descritto la serata : “Al chiaro di luna era fondato su una dedica espressivamente fatta in un momento delicato tra vicende familiari e di salute, ed espressa in tre movimenti, con un inizio sobrio per finire in una aria più efficace ed agitata; il secondo pezzo si svolge invece nel netto contrario e finisce in una dolce cadenza. Parlando di Modest Petrovic Musorgskij occorre dir che il papà era un ricco proprietario terriero e i primi anni li ha vissuti con i contadini del padre ed divenne molto sensibile ai loro canti. Il padre ne voleva fare un ufficiale dello zar e lo iscrisse alla scuola dei cadetti. Lui ebbe modo, ciononostante, di continuare a suonare il pianoforte e svolgere rapidi studi di questo strumento, facendo anche amicizia con altri tre allievi ufficiali con i quali formo’ il gruppo famoso dei 5 , il cui intento era di valorizzare i canti popolari russi. Sono stati presentati da Lia quattro dipinti ispirati ai brani musicali eseguiti. Nel 1874 venne allestita a Mosca una mostra pittorica dedicata ai lavori del pittore e architetto Viktor Hartmann, deceduto improvvisamente l’anno precedente a soli 39 anni; Modest pensò di dedicare all’amico una composizione al pianoforte che fosse ispirata ai suoi quadri: così nacque “ Quadri di un’esposizione” e finì per essere definito uno dei capolavori della musica russa di fine ‘800. Un brano dotato di una certa originalità accresciuta dalla ricchezza dei timbri e dall’espressività delle note, che nel 1926 hanno suggerito al compositore francese Maurice Ravel di realizzarne una versione per orchestra “: L’autore volle senza dubbio trasferire in musica una serie di sentimenti catturati dalle emozioni dei quadri, e Al Circolo della Marina Militare tutti li hanno potuti ammirare: ‘La porta di Kiev, ‘Baba Jaga’; ‘Catacombe’; ‘Il mercato di Limoges’ ; stravaganza e classicità per convergere sul ritmo toccante del ricordo e della magia estroversa di un  pianoforte a coda.
Alla fine, tra gli applausi, il commento della pianista: “Stasera ho rappresentato gli ultimi 4 quadri perché sono  preceduti da una ouverture che l’autore chiama passeggiata ; un motivo triste e lamentoso che descrive il caos del mercato di Parigi, le catacombe dell’antica Parigi alla ricerca dell’anima dell’amico scomparso. Altro passaggio è al quadro della strega leggendaria russa Baba Jaga , con una capanna poggiata su zampe di galline, che faceva paura si bambini che mangiava e poi pestava le ossa nel mortaio. L’ultimo acquerello rappresenta il progetto di un arco di trionfo che doveva accogliere lo zar scampato ad un attentato: un motivo che ogni tanto lascia il luogo ad una musica sacra, quasi gregoriana , che si mischia ad una trionfale.