L’export riprende la corsa
Tutti i segreti del successo

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Il sistema campano della moda recupera una posizione di forza a livello internazionale grazie ai risultati ottenuti nel 2014. L’export, nell’ultimo anno solare, cresce del 4,8 per cento. Il risultato nasce Il sistema campano della moda recupera una posizione di forza a livello internazionale grazie ai risultati ottenuti nel 2014. L’export, nell’ultimo anno solare, cresce del 4,8 per cento. Il risultato nasce dalla performance aggregata della filiera napoletana del tessile-abbigliamento e da un incremento giudicato notevole del giro d’affari del comparto maglieria. I dati sono raccolti da Intesa Sanpaolo e presentati presso l’Unione Industriali di Napoli nel corso dell’incontro sul tema “Strumenti e percorsi per l’internazionalizzazione delle Pmi nel settore Tessile e Moda”. Vanno bene anche i dati del distretto partenopeo dell’abbigliamento, la fonte è sempre Intesa Sanpaolo attraverso il Monitor periodico: crescita del 2,9 per cento nel 2014 e del 3,3 per cento nell’ultimo quadrimestre dello scorso anno, fatturato a quota 342,4 milioni di euro con un incremento in termini assoluti di 9,6 milioni in un anno e 2,5 milioni nell’ultimo quadrimestre del 2014. La ripresa è evidente, soprattutto se si considera che il distretto a fine 2013, nel raffronto con l’anno precedente, perde il 2,8 per cento (9,5 milioni di euro) in termini di fatturato. Come si spiega questa rinascita? Carlo Palmieri, presidente della sezione Sistema Moda dell’Unione Industriali di Napoli e ceo di Pianoforte Holding (la titolare dei marchi Carpisa e Yamamay), dice che “sui mercati sta funzionando la qualità delle produzioni campane sia per quanto riguarda il segmento medio alto sia in un contesto più concorrenziale. Le nostre aziende stanno investendo sulla buona manifattura dei prodotti e la risposta è molto positiva”. Il principale mercato di sbocco della merce campana è quello statunitense, dove finisce il 12 per cento dell’export locale contro una quota del 7 per cento di quello nazionale. “La qualità è nella storia e nel Dna delle aziende tessili e del sistema moda della Campania – dichiara Franco Gallia, direttore territoriale per il Sud Italia di Banca Intesa Sanpaolo – e credo sia necessario, adesso, guardare anche al mercato del Mediterraneo e a quello del Medio Oriente per trovare nuovi canali di crescita”. Secondo il direttore generale del Banco di Napoli, Bruno Bossina, è fondamentale “la capacità che hanno le imprese campane di selezionare le materie prime in giro per il mondo e abbinare così questa specifica azione con l’eccellenza della manifattura”. E adesso? “Il Banco di Napoli – spiega Bossina – è vicino alle aziende e individua negli acceleratori, strumenti che consentono di generare sviluppo in un ristretto lasso di tempo, la principale leva di supporto nei confronti delle aziende campane per proseguire nel percorso di crescita internazionale”.