Libertà di informazione, Reporter senza frontiere contro Grillo

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Roma, 26 apr. (AdnKronos) – L’Italia guadagna 25 posizioni nella classifica annuale della libertà di informazione stilata da Reporters sans Frontieres, passando dal 77° al 52° posto. Tuttavia, sottolinea l’organizzazione, “il livello di violenza contro i giornalisti (incluse intimidazioni e minacce verbali e fisiche) è allarmante”, soprattutto a causa di “politici come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, che non esitano a diffondere l’identità di giornalisti sgraditi”.

“Sei giornalisti italiani – scrive Reporters sans Frontieres – sono ancora sotto la protezione della polizia per via delle minacce di morte provenienti sopratutto dalla mafia o da gruppi di fondamentalisti”.

Inoltre i giornalisti, si legge sempre nella parte del report che riguarda l’Italia, “si sentono sotto pressione da parte dei politici e sempre più optano per l’autocensura”. Stando a una nuova legge, infatti, “diffamare politici, giudici o funzionari pubblici è punibile con sentenze che vanno da sei a nove anni di carcere. Molti giornalisti, specialmente nella capitale e nel Sud del Paese, dicono di essere ancora soggetti a pressioni da parte di gruppi mafiosi e bande criminali locali”, conclude l’organizzazione per la libertà dell’informazione.