Libri, alla scoperta del progetto di codice marittimo del Regno di Napoli

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Il 2022 non è solo l’anno di Procida Capitale della Cultura ma anche quello che segna la ricorrenza degli ottant’anni del nostro Codice della Navigazione e dei quarant’anni della Convenzione internazionale di Montego Bay sul Diritto del Mare.

In foto Alfonso Mignone

Nel nuovo saggio di Alfonso Mignone, (Il progetto di codice marittimo del procidano Michele De Jorio, Passerino Editore) avvocato marittimista salernitano con la passione per la storia della marineria e della sua evoluzione giuridica, il protagonista è, appunto, un procidano: il Marchese Michele De Jorio, avvocato e magistrato esperto in commercio marittimo operante a Napoli al tempo di Ferdinando IV di Borbone.

Grazie agli studi condotti sull’economia e la storia del diritto della navigazione venne incaricato dal medesimo sovrano, nel 1779, di sistemare la legislazione marittima del Reame napoletano, ancora dispersiva e confusa, nonostante gli sforzi condotti da re Carlo, e, contestualmente, di redigere un codice marittimo mettendosi al pari degli altri Stati europei che vi avevano già ottemperato.
Siamo nel secolo dell’affermazione delle idee illuministiche che influenzarono anche la dottrina economica e giuridica mercantilistica e il giurista procidano fu uno dei massimi protagonisti.
Purtroppo l’ambizioso progetto, concluso nel 1781, non vide mai la promulgazione causa ritardi nella valutazione delle varie commissioni incaricate di vagliarlo e le note vicende politiche che portarono alla proclamazione della Repubblica Napoletana e all’ emanazione del Codice di Commercio napoleonico.
Come ci illustra l’Autore resta, però, un monumento giuridico ed una fonte di approfondimento “enciclopedico” (come si usava fare in quel tempo) sul diritto del mare e non vi è occasione migliore nell’anno in cui celebriamo Procida- isola in cui sono, da sempre, perpetrate tradizioni marinaresche, di rinnovare la memoria storica di un suo figlio illustre.