Libri di testo, gli studenti preferiscono quelli di carta

10

Milano, 5 set. – (AdnKronos) – La schiacciante vittoria della carta sul digitale: gli studenti preferiscono i libri di testo cartacei e non digitali. Lo rivela un sondaggio su oltre 4.000 studenti d’Italia condotto da Scuolazoo secondo il quale i ragazzi, malgrado da quest’anno tutti gli iscritti siano nativi digitali, sono ancora legati ai libri di testo cartacei. È incredibile che nell’era degli smartphone, l’82% degli studenti delle superiori preferisca ancora i vecchi e pesanti libri cartacei per studiare! Certo, l’abitudine e la condotta della scuola incide, visto che nel 75% delle scuole italiane si adottano ancora esclusivamente libri di testo cartacei.

E anche quando i professori condividono dispense in pdf, i ragazzi confessano di stamparsele per poterle studiare! Il 20% delle scuole utilizza entrambi i tipi di testo e solo il restante 5% ha adottato solo testi digitali. Gli studenti dichiarano di concentrarsi meglio sulla carta, possono sottolineare con colori diversi, inserire frecce, appunti a margine e attaccare post-it, inserire segnalibri e fare orecchiette sulle pagine… Ma in realtà oggi ogni semplice programma base al computer permette di fare esattamente le stesse identiche cose ma in formato digitale. Forse, come accade per i loro insegnanti, anche i cosiddetti nativi digitali hanno una formazione solo sommaria di come si usano gli strumenti digitali?

Un’altra motivazione della preferenza cartacea è l’appesantimento degli occhi fissando a lungo uno schermo a luce blu. In molti però non rinuncerebbero ai libri di testo cartacei anche per ragioni più “romantiche”: il profumo dei libri nuovi a inizio anno, vogliono vederli consumarsi di giorno in giorno e perché non vogliono rinunciare al soffice fruscio della carta quando gira.

Nonostante la sorprendente predilezione per i libri stampati della GenerazioneZ, non si può dire che il metodo di studio non sia cambiato e non si sia evoluto. Se anche l’approccio allo studio non si è spostato dai cartaceo ai social network, è anche vero che il reale non può più fare a meno del digitale e viceversa: il 64,5% dei rispondenti usa gruppi WhatsApp per studiare e per confrontarsi con i propri compagni, anche se il 78,9% di loro preferisce incontrarsi dal vivo per ripetere.

O ancora: per la condivisione degli appunti, se solo il 38,5% degli intervistati utilizza regolarmente degli spazi di archiviazione online condivisi (ad esempio Google Drive), l’80% ritiene che comunque sarebbero uno strumento estremamente utile allo studio e all’apprendimento in aula e a casa.

Lo studio condiviso richiede quindi oggi il digitale senza fare a meno dello scambio reale, mentre lo studio individuale vede ancora la carta come compagna di concentrazione ed elaborazione dei concetti, per un approccio più personale, unico e perché no, creativo, all’apprendimento.