Libri, “Le Pizzerie Storiche di Napoli”. viaggio nel cuore della tradizione gastronomica

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Quest’anno Napoli compie 2500 anni con entusiasmo e gioia, un anniversario che rende omaggio alla propria identità più autentica: quella di Neapolis, la “città nuova” fondata nel 475 a.C., dove tutto ebbe inizio. In occasione di questo “speciale compleanno” si inserisce la pubblicazione del libro “Le Pizzerie Storiche di Napoli: Viaggio nell’Anima della Città” un volume, di 124 pagine, curato dal giornalista e critico gastronomico Luciano Pignataro già disponibile su Amazon. Pubblicato in italiano e redatto, insieme a undici giornalisti specializzati, da Luciano Pignataro Wineblog — hub che promuove e documenta l’enogastronomia, con particolare attenzione alla pizza e oltre 600 recensioni di pizzerie in vent’anni di attività — il libro racconta la storia di 23 pizzerie storiche di Napoli, luoghi in cui la tradizione si tramanda da generazioni, talvolta da oltre due secoli. Grazie a un attento lavoro di networking, Pignataro ha messo insieme le migliori firme del panorama gastronomico campano, creando un racconto corale unico e autorevole.   Il libro: “Le Pizzerie Storiche di Napoli” oltre a rappresentare un vero e proprio saggio sulla tradizione gastronomica esplora la pizza napoletana come fenomeno culturale e sociale: si tratta di un patrimonio culturale gastronomico che nessuna città al mondo può vantare, la testimonianza vivente del percorso fatto dalla pizza dalle viscere dei quartieri più poveri sino allo straordinario successo mondiale attuale, grazie anche a nuovi protagonisti che entrano di diritto in questo libro. Un volume prezioso, ricco di tante curiosità, da leggere per entrare nell’anima della metropoli “dei mille colori”, attraverso stili diversi che hanno in comune la passione. Un fantastico e irripetibile omaggio a Napoli, dove tutto è cominciato.

 

“Nasco nella carta e torno alla carta – commenta il giornalista Luciano Pignataro, curatore del volume– In un momento di sapere fluido ho sentito il bisogno di poter toccare una storia straordinaria. Ho deciso di fare un libro corale, a più mani, dando piena libertà di narrazione senza alcun vincolo di spazio per rispondere a tre esigenze. La prima è che la pizza appartiene alla comunità napoletana e non è al tempo stesso di nessuno e di tutti. La seconda è che per raccontare un mondo così complesso come Napoli servono più sensibilità, la terza è dare spazio alle giovani generazioni alle quali è affidato il compito di difendere e tramandare questo patrimonio che è stato spesso aggredito. Per esempio da chi dice che la pizza in Italia è stata portata dagli americani accreditando il pomodoro come prova e ignorando che il pomodoro è in uso nelle cucine napoletane almeno dal ‘700.”

Il volume, sostenuto dal Mulino Caputo, racconta la storia delle pizzerie centenarie e di quelle aperte a cavallo della seconda guerra mondiale. “Abbiamo voluto un solo partner – dice Pignataro – per sottolineare l’aspetto culturale del volume. E la scelta non poteva che ricadere sul Mulino di Napoli che rappresenta la pizza nel mondo, da sempre impegnato a sostenere attività culturali a Napoli, come il recente impegno sul Tesoro di San Gennaro dimostra.” – conclude Luciano Pignataro.

Il libro, che racconta l’arte del pizzaiolo napoletano — di cui la pizza napoletana è il prodotto tangibile, dichiarata dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità — è già un cult tra gli estimatori di cultura gastronomica e tradizione napoletana, e allo stesso tempo, ha riscosso grande attenzione in tutta Italia, essendo la pizza napoletana uno dei simboli più iconici e, universalmente riconosciuti, del Made in Italy.