L’incontro Draghi-Biden ricordando la storica visita di De Gasperi a Washington del gennaio 1947

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in foto Joe Biden e Mario Draghi durante la visita del presidente Usa a Roma

Martedì prossimo Mario Draghi e il suo staff saranno ricevuti a Washington da Joe Biden e dai suoi collaboratori più stretti. Parleranno certamente di tutto e di più ma nello specifico l’argomento su cui si concentreranno maggiormente sarà lo scombussolamento crescente che il comportamento indefinibile di quanti operano nelle stanze del Cremlino stanno apportando al mondo intero. Gli stessi sono pervasi da un delirio di grandezza e onnipotenza che va crescendo di ora in ora.
Per chi sta vivendo questa primavera aggiungendola alle tante altre trascorse, non sarà fuori luogo fare un collegamento con la storica visita di un’altra delegazione italiana al governo americano, precisamente quella del gennaio del 1947. Presidente all’epoca Harry Truman, invitati dal giornale Time su suggerimento dell’ambasciatrice a Roma Dina Luce, si recarono negli USA il premier Alcide De Gasperi, accompagnato da tre dei più valenti economisti italiani dell’epoca: Donato Menichella, Giuseppe Campilli e Guido Carli, tutti già insediati ai piani alti della amministrazione finanziaria del Paese. Un solo particolare valga a illustrare in che stato di degrado finanziario versava l’Italia: viaggio aereo e soggiorno, non breve, furono offerti dalla nazione ospitante. Ciononostante, De Gasperi e quanti lo accompagnavano non andarono oltreoceano con il cappello in mano, anzi! Furono ricevuti con tutti gli onori e interloquirono con riconosciuta competenza con i loro omologhi di quel paese.
Tornarono a casa con un’apertura di credito di Washington verso Roma che non era limitata alla sola finanza: da quel momento il Paese si confermò per gli USA l’interlocutore privilegiato in Europa. Altrettanto importante fu quella missione perché gli americani potessero rendersi conto de visu in mano a chi stava andando una grossa fetta di quell’enorme torta che sarebbe stato il Piano Marshall. Anche la visita attuale è originata, anche se indirettamente, da un evento bellico che, anche se non con le bombe, ma con decisioni drastiche dei guerrafondai, sta portando il depauperamento galoppante di tutto il vecchio continente. Le analogie tra le due trasferte, se tali possono essere considerati i punti di contatto accennati, sono solo quelle appena elencate. Lo scenario mondiale è cambiato e a tanto devono adeguarsi ipotesi e speranze di chi confida nell’aiuto di chi. Nel senso che pandemia e guerra sono esplosi quando l’economia occidentale era ancora fiaccata dalla crisi originata dai cosiddetti subprime, veri e propri giochi di prestigio finanziari che ancora oggi ogni tanto fanno capolino, seppure in misura ridotta, in qualche paese. Sta finendo l’erba per gli armenti, come si dice in campagna per indicare appunto l’avvento di un periodo di…vacche magre. Per indicare che la stessa si è ridotta ancor più su tutto il pianeta, anche per motivi che vanno ben oltre le vicende contingenti. Draghi & Partners si troveranno a dialogare con i loro omologhi, tali anche per il tipo di affanni che li assillano, dei diversi e gravi problemi che toccano l’Italia da vicino. Con una grande differenza: il sottosuolo del paese che governano gli yankees è ricco di idrocarburi, soprattutto di gas, che, nella particolare contingenza, per il Paese ha la stessa importanza della finanza a buon mercato, se non addirittura superiore. Il presidente Biden già da tempo ha assicurato la disponibilità degli USA a surrogarsi alla Russia nei confronti dell’ Europa per quanto concerne la fornitura di idrocarburi, in particolare del gas. Va quindi evidenziato che Bruxelles sta per comminare a Mosca l’ennesimo pacchetto di sanzioni. In esso c’è un embargo pressoché totale comminato agli inquilini della Casa Comune consistente nel divieto di acquistare il petrolio estratto nelle steppe e nelle loro vicinanze. Sarà questo divorzio con addebito di colpa uno spartiacque epocale che, salvo eventi inimmaginabili, si esaurirà in maniera naturale. Il perché va ricercato nella ipotesi più che verosimile che, alla fine del decennio in corso, l’uso delle energie ottenute da fonti rinnovabili sarà la regola e non più l’eccezione. Di fornitori di idrocarburi disponibili a reintegrare il fabbisogno europeo in sostituzione della Russia se ne contano diversi. Alcuni, come quelli del Nordafrica, sono in condizioni di poter fornire all’Europa il gas allo stato naturale, attraverso i vari gasdotti già esistenti. Altri, tra di essi gli USA, dovranno prima trasformarlo allo stato liquido e poi stoccarlo su navi costruite specificamente per quel genere di trasporto. Il passaggio successivo sarà la navigazione verso gli impianti di rigassificazione dei paesi destinatari, parte di essi fissi in zona costiera, altra parte mobili e dislocati in mare, a poche miglia dalla terraferma. È evidente che l’ opzione di fornitura di gas liquido per l’acquirente è sensibilmente più onerosa, quindi da optare in seconda battuta. Sicuramente uno degli argomenti che più impegnerà nelle loro discussioni Joe the warrior e il Mario nazionale sarà quello delle condizioni di vendita, come nel linguaggio commerciale sono definite le modalità che corredano una transazione onerosa. Esse definiscono puntualmente le motivazioni e le condizioni che hanno portato alla definizione del prezzo. Tra di esse trova spazio il termine sconto. Esso non viene usato mai senza una qualifica, quindi sempre accompagnato da una definizione: per quantità, fedeltà, eccezionale e così via con tante e sempre adeguate motivazioni. Il problema che si porranno Biden e Draghi sarà quello di definire come agire perché non soffrano né il venditore né il compratore. Stilando così un accordo di fornitura che prima ancora è una dichiarazione incondizionata di fede atlantica da parte dell’acquirente. Spetterà ai ministri economici di entrambi le parti contraenti dare all’accordo una parvenza di motivazioni commerciali del forte sconto che, stando alle previsioni, il Premier italiano e la squadra che lo supporta riusciranno a ottenere dell’inquilino della Casa Bianca e compagni. Il viaggio di De Gasperi fu definito “del pane” e difatti tante furono le navi di farina che giunsero nei porti italiani, in particolare in quello di Napoli, come previsto dal Piano Marshall. Per quello prossimo sarà più opportuno far riferimento all’energia in generale. Abbinarlo al gas potrebbe suscitare facilmente la vena sarcastica di qualcuno che non perderà l’occasione per far notare che la situazione del Vecchio Continente è peggiorata rispetto alla corrispondente del dopo guerra. Quando poi i più ardimentosi tra di loro non arrivassero a aggiungere la parola camera o la parola canna. Meglio esorcizzare, ce n’è proprio bisogno!