L’inventore ‘En Marche’ di Macron: “Renzi si ispira a nostro percorso”

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Roma, 23 mag. (AdnKronos) – “In Europa arriva una nuova generazione ed era ora”. Adrien Taquet, il quarantenne che ha ideato lo slogan ‘En Marche’ e cofondatore dell’agenzia pubblicitaria Jésus et Gabriel, fotografa così il successo di Emmanuel Macron, eletto lo scorso 7 maggio presidente della Repubblica francese ma anche quello di Pedro Sanchez che è stato rieletto il 21 maggio in Spagna leader del Psoe, il partito socialista spagnolo.

“In molti paesi d’Europa -spiega all’Adnkronos – c’è una vera volontà di cambiamento del mondo politico. Lo dimostra il successo di Emmanuel Macron e quello di Pedro Sanchez in Spagna che ha sconfitto i ‘baroni’ del proprio partito. Le cose si muovono in Grecia ma anche in Italia”, rileva Taquet che ora è candidato alla carica di deputato nella seconda circoscrizione del dipartimento degli Hauts – de – Seine (regione Ile de France) con il ‘marchio’ che lui stesso ha contribuito a creare nel 2016.

Per Taquet, un uomo molto vicino al neo presidente, “è lusinghiero che il Pd e Matteo Renzi, con ‘In Cammino’, si ispirano al percorso che abbiamo fatto con ‘En Marche e certo ci può stare il parallelo tra Macron e Renzi che credo tra l’altro si apprezzano. Macron ha avuto l’intelligenza e il coraggio di lanciarsi in un percorso nuovo, innovatore, e di sovvertire il sistema. Con la nuova generazione arriva un rinnovamento della classe politica in un contesto in cui bisogna far fronte anche ad un populismo che dilaga”.

Macron, sottolinea ancora Taquet, “offre una nuova prospettiva al Paese. Ha questa capacità a cambiare il quadro, le regole del gioco, e questo fa la differenza. E’ un uomo brillante, che ha molte idee, rigoroso e che nello stesso tempo seduce e fa sognare. E’ di destra e di sinistra, va al di là del dibattito tradizionale tra destra e sinistra. Affronta i temi dell’agenda politica in modo diverso, offre una nuova prospettiva”.

E quelli di ‘En Marche’ per trascinare Macron al successo, hanno guardato con interesse anche a quello che succedeva nel mondo e in particolare all’ascesa di Justin Trudeau, il premier canadese eletto nel novembre del 2015. “Trudeau per noi -rileva- è stato un esempio e guardiamo con interesse a quello che ha fatto. Nel suo governo ha privilegiato le competenze e non le logiche politiche: il ministro della Sanità canadese, per far un esempio, è un medico”. Non è quindi un caso ma piuttosto il frutto di una riflessione se, qualche giorno fa, Agnès Buzyn, medico di professione, è stato nominato ministro della Salute in Francia nel governo guidato da Edouard Philippe. Un esecutivo, questo, sottolinea Taquet, “che è fatto per andare oltre le legislative”, programmate per l’11 e il 18 giugno prossimo.