Liquidità, Lettieri lancia l’allarme sul Sole24Ore: ferme 8 istruttorie su 10

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in foto Gianni Lettieri

Gianni Lettieri, patron di Atitech, azienda napoletana leader nella manutenzione aeronautica, prima MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) indipendente d’Europa con 700 addetti e la capacità di accogliere 20 aerei in contemporanea e 15 in parcheggio nei suoi hangar di Capodichino, lancia l’allarme sul Sole24Ore sulla crisi di liquidità delle imprese italiane. “Le misure per fare arrivare liquidità alle imprese sono farraginose. Ad oggi, a distanza di un mese nulla si è concretizzato, basta parlare con le banche che dovrebbero essere i soggetti attuatori ma sono al palo, ne sanno meno di noi. Sono perplesse perché di fatto, in ogni caso, cade sulle loro spalle l’onere di un’istruttoria con tutte le responsabilità connesse in aggiunta al principio di cautela degli istituti di credito che allunga drammaticamente i tempi”, esordisce così l’imprenditore napoletano nell’intervista pubblicata oggi dal quotidiano economico.
“La mia impressione – spiega al giornale salmonato – è che il Governo sia giustamente concentrato sull’emergenza, ma si stia perdendo di vista il percorso della ripresa. Corriamo il rischio che in poco tempo all’emergenza sanitaria ed economica si aggiunga anche quella sociale. Non possiamo permettercelo. Si deve intervenire velocemente. Le misure in campo non dispiegheranno effetti prima di tre mesi, rischiamo di perdere buona parte delle imprese per mancanza di liquidità, si avvierebbero ristrutturazioni con centinaia di migliaia di licenziamenti”.
“A quanto mi risulta l’indice di insuccesso delle istruttorie è di 8 su 10”, evidenzia. E quando gli si chiede quale sia il motivo di un andamento così lento, Lettieri risponde: “Le Banche fanno le Banche, lavorano con la logica d’impresa, non possono sostituire lo Stato. Hanno esigenze di valutare anche le garanzie previste a carico delle aziende del 10% o 20%. A questo va aggiunta la responsabilità soggettiva del banchiere sul finanziamento nonostante la garanzia”. Ma l’imprenditore napoletano indica anche la strada per uscire dall’impasse. “Serve un sistema che sgravi le banche dalla responsabilità eliminando l’intermediazione. Serve qualcosa ad hoc. Nel 2008, pieno credit crunch, in un convegno a Napoli, suggerii al ministro Tremonti la moratoria sulle rate in scadenza dei finanziamenti bancari. Su suo consiglio facemmo un accordo con Abi-Campania che poi divenne pilota per tutta Italia. Oggi il Governo dovrebbe stabilire i paletti per ottenere i finanziamenti, anche più stringenti di quelli attuali, ma snellire la procedura. L’impresa che chiede il finanziamento fa una autocertificazione sui requisiti che viene asseverata. Come avviene oggi nei casi previsti dalla legge fallimentare (articolo 67 e 182). Sulla attestazione la società emette un bond a venti anni remunerato ad un tasso di interesse e sottoscritto da Tesoro e/o Cdp che subito dopo girano alle banche pro solvendo”.
E quando il giornalista del Sole gli chiede cosa cambierebbe in questo caso, Lettieri replica: “Le banche sarebbero sgravate dalla garanzia e dall’istruttoria, lo Stato non si indebiterebbe e le aziende otterrebbero subito la liquidità. Gli stessi bond potrebbero essere in parte collocati sul risparmio gestito dalle banche. Ci vuole un atto di coraggio. Oggi l’indebitamento dello Stato il debito è l’ultimo dei problemi”.
Ma quali sarebbero i tempi per metter su un meccanismo di questo tipo? “In pochi giorni si può fare tutto, è un meccanismo molto semplice”, assicura Lettieri. Ma varrebbe anche per i prestiti fino a 25mila euro? “No – replica l’imprenditore -, in quel caso sarebbe necessario trasferire i fondi alle imprese sul conto corrente. Come in Svizzera o in Germania. Artigiani e commercianti al dettaglio hanno necessità immediata di liquidità. I tempi delle istruttorie sono incompatibili con la loro situazione attuale”.
Infine, il patron di Atitech fa un passaggio sulla cassa integrazione e i ritardi nell’erogazione che stanno ricadendo sulle imprese. “Ad oggi le imprese si stanno accollando anche l’onere di anticipare la Cig. Sulla straordinaria c’è un costo a carico delle imprese del 15/20%. È assurdo, bisogna eliminarlo”.