Liste bocciate, Maresca ricorrerà al Consiglio di Stato: La vera minaccia? Non sono i giudici, è Manfredi

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in foto Catello Maresca


Annuncia la presentazione del ricorso al Consiglio di Stato, si scusa con i candidati per le “ansie e i ritardi”, spiega di non condividere il principio espresso nella sentenza del Tar e ribadisce che il comportamento dei delegati è stato corretto. Il candidato sindaco di Napoli, Catello Maresca, analizza così quanto accaduto sulla vicenda delle liste escluse dalle Comunali e illustra i passi che saranno compiuti nelle prossime ore. Premette che, da magistrato, non ha “dimenticato lo spirito e l’animo da giurista”, assicurando che accetterà “qualsiasi verdetto venga pronunciato” e chiarendo che non è sua intenzione commentare le sentenze. Allo stesso tempo, però, fa “un appunto su un principio indicato dal Tar”, che dice di non condividere. “Noi siamo arrivati in tempo alla consegna dei plichi all’ufficio elettorale e questo non lo diciamo noi, ma lo ha detto il Tar. Noi siamo arrivati alle 11:58, in anticipo di due minuti, e non possiamo accettare che ci venga detto che dovevamo immaginare la ressa e gli assembramenti e quindi dovevamo arrivare prima. È un principio sbagliato, è come se si trattasse di un’inversione dell’onere della prova”. Evidenzia, quindi, che “la documentazione c’era tutta” e che “la seconda parte dei plichi era nelle mani di altri accompagnatori, che non sono stati fatti entrare”. Per il candidato sostenuto dal centrodestra, “il diritto alla partecipazione in democrazia deve prevalere sull’ostruzionismo della pubblica amministrazione, che ci ha impedito di consegnare la documentazione. Facciamo ricorso al Consiglio di Stato – aggiunge – proprio perché crediamo nella democrazia”.”I nostri nemici non sono i giudici – ha continuato -, accetteremo qualsiasi verdetto pronunciato all’esito finale della procedura. La nostra minaccia si chiama Manfredi ed è la vera minaccia per la democrazia della città”.  Il magistrato in aspettativa conia il termine ‘de Manfredis’, un “organismo geneticamente modificato, metà Manfredi e metà de Magistris. Un’accozzaglia di potere – incalza – che parte da Nola e finisce a Sant’Antimo e che vuole governare a Napoli. Il nostro obiettivo è rappresentare la vera alternativa a questa ipotesi di un ulteriore gruppo di potere che si vuole impadronire dalla nostra città e delle nostre vite”.