L’Italia decide

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Roma, 4 mar. (AdnKronos) – Si vota. Urne aperte per oltre 46 milioni di italiani che, dalle 7 alle 23, in 61.552 sezioni, sono chiamati alle urne per il rinnovo della Camera e l’elezione di 618 deputati. Gli elettori dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale. Chi l’avesse smarrita o l’avesse utilizzata completamente, potrà richiederne un’altra agli uffici comunali, aperti anche oggi durante l’orario in cui si svolgono le operazioni di voto.

LEGGE ELETTORALE – Si vota con il cosiddetto ‘Rosatellum’, sistema misto con un terzo dei seggi, 232 a Montecitorio e 116 a palazzo Madama, assegnato con metodo maggioritario; e due terzi, rispettivamente 232 e 116, con il proporzionale. Nel primo caso in ogni collegio viene eletto un solo candidato, quello che ottiene più voti. Nel secondo caso a ciascuna lista o coalizione di liste sono assegnati i seggi in proporzione ai voti ottenuti, calcolati a livello nazionale e poi redistribuiti nelle singole circoscrizioni territoriali, divise in collegi plurinominali con liste bloccate.

SEGGI – Al riparto dei seggi concorrono le liste che abbiano superato il 3 per cento a livello nazionale, mentre quelle non avranno ottenuto almeno il 3%, ma più dell’1%, concorreranno alla cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione. Questa operazione – spiega il Viminale – presuppone, pertanto, la necessità che tutte le sezioni abbiano concluso le operazioni e abbiano inviato i dati. La mancanza, anche di una o più sezioni, che (per i motivi più vari) non abbia concluso e trasmesso i risultati, non rende possibile la determinazione della cifra nazionale e, quindi, il conseguente riparto.

SCHEDA ELETTORALE – Per l’elezione della Camera la scheda è rosa, mentre per il Senato è gialla. Novità di quest’anno, ogni scheda è dotata di un apposito tagliando rimovibile, cosiddetto antifrode, dotato di un codice progressivo alfanumerico, che sarà annotato al momento dell’identificazione dell’elettore. Espresso il voto l’elettore consegna la scheda al presidente del seggio, che stacca il talloncino e, solo dopo aver verificato la corrispondenza del numero del codice con quello annotato al momento della consegna della scheda, inserisce quest’ultima nell’urna. Ciascuna scheda, in un rettangolo, contiene il nome e il cognome del candidato nel collegio uninominale. Nel rettangolo o nei rettangoli sottostanti, sono riportati il simbolo della lista o delle liste, collegate al candidato uninominale, con a fianco i nomi e i cognomi dei candidati (da un minimo di 2 a un massimo di 4) nel collegio plurinominale, secondo il rispettivo ordine di presentazione. L’elettore potrà votare apponendo un segno sulla lista prescelta e il voto si estenderà anche al candidato uninominale collegato; oppure potrà apporre un segno su un candidato uninominale e il voto si estenderà alla lista o alle liste collegate in misura proporzionale ai voti ottenuti nel collegio da ogni singola lista. Il voto è valido anche se si appone il segno sia sul candidato uninominale che sulla lista o su una delle liste collegate. Non è invece possibile il voto disgiunto, cioè votare un candidato uninominale e una lista collegata a un altro candidato uninominale. E’ vietato infine scrivere sulla scheda il nominativo dei candidati e qualsiasi altra indicazione.

ELECTION DAY – Si vota anche per l’elezione del presidente e il rinnovo dei Consigli regionali in Lombardia e Lazio. Lo scrutinio avrà inizio al termine delle operazioni di voto e di riscontro dei votanti, cominciando dallo spoglio delle schede per l’elezione del Senato. Successivamente, dalle 14 di domani, si svolgeranno gli scrutini per le elezioni regionali.

DATI – I dati affluiranno direttamente dai seggi ai Comuni, alle Prefetture e al ministero dell’Interno che, spiega sempre il Viminale, fornisce esclusivamente un dato ufficioso, rimanendo nella competenza delle Corti d’Appello, la verifica dei verbali e la proclamazione degli eletti.