Livorno in danza, artisti da tutto il mondo ma non dal Sud Italia

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di Massimiliano Craus

Si dice che le città di mare sono le più inclusive e Livorno, con il suo porto ed il Teatro Goldoni, nell’ambito della danza è diventata un po’ l’ombelico del mondo. Soprattutto con il meeting internazionale “Livorno in Danza” che, giunto alla IX edizione, andrà in scena da venerdì 15 a lunedì 18 febbraio prossimo. La direzione artistica di Gaia Lemmi ha sempre spalancato le porte del Teatro Goldoni alle genti provenienti da ogni dove, con la presenza costante di compagnie brasiliane, spagnole, greche, russe e maltesi, senza dimenticare ospiti attesi da Messico, U.S.A., Bielorussia, Giappone, Romania, Danimarca, Olanda, Francia, Ucraina, Svizzera, Austria e Germania. Dall’Europa e dalle Americhe, dunque, ma ancora troppo poco dal Mezzogiorno d’Italia e così l’appello dello staff di “Livorno in Danza” consiste proprio in una più vigorosa partecipazione delle ballerine e dei ballerini di tutte le realtà del sud. Del resto la kermesse già accoglie da sé le migliori firme del panorama internazionale della danza classica, moderna e contemporanea. Bastino Igal Perry, direttore del Peridance Center New York; Tamas Moricz, co-direttore del Balletto Reale delle Fiandre; Stephen Delattre, direttore del Delattre Ballet Company; Julie Wherlock, direttrice del Ballettschule di Basilea; Maurice Causey, del Forsythe Frankfurt Ballet e NDT; Mauro Astolfi e poi ancora Virginie Mecene (direttrice Martha Graham Center New York), Constança Couto (Conservatorio Nacional di Lisbona), Teresa Kelsey (Trinity Laban di Londra), Stéphane Fournial (Scuola di Ballo Teatro San Carlo di Napoli), Biagio Tambone (già Teatro Alla Scala di Milano), Pompea Santoro (Ekodance Project Torino), Anna Maria Prina (già direttrice dell’Accademia del Teatro Alla Scala di Milano), Savina Marasi (Henny Jurriens di Amsterdam) e molti altri ancora a testimoniare quanto sia stata alzata l’asticella della qualità in questi nove anni. Ed ora sotto a chi tocca, con un nuovo team di personaggi di chiara fama chiamato ad assegnare borse di studio e soprattutto ad indire pubbliche audizioni lunedì 18 febbraio. Scriviamo di Stephen Delattre, accompagnato in cabina di regia quest’anno da Johannes Hartl, direttore dell’Iwanson International School of Contemporary Dance di Monaco di Baviera; Lotte Sigh, direttrice della CCDS Copenaghen Contemporary Dance School e Davy Brun, direttore del CNSMD Conservatoire National Superieur Musique et Danse di Lione. Una quattro-giorni intensissima, incorniciata dalla presenza dei tre direttori di Monaco di Baviera, Copenaghen e Lione convocati per dare sostanza ai sogni nei cassetti di un migliaio di ballerini provenienti da ogni dove ma ancora poco dal sud coreutico del Paese. Eppure anche in questa IX edizione Gaia Lemmi non ha lesinato energie e risorse per arricchire ulteriormente l’immane ed immaginifico tesoro a disposizione dei più talentuosi. Ci riferiamo occasioni d’incontro con il Peridance Center di New York, la Delattre Ballet Company di Mainz, il DAF di Roma, l’Henry Jurriens Foundation di Amsterdam e la Summer Intensive Areadanza della stessa Gaia Lemmi in quel di Livorno. Ci tengo a sottolineare la presenza di molte istituzioni amiche – chiosa la direttrice artistica – che hanno arricchito oltremodo il nostro programma. Da venerdì 15 a lunedì 18 febbraio possiamo ancora contare sull’ADE Artistic Exchange di Virginia Beach per l’accesso alle loro finali USA e molti altri riconoscimenti per i più brillanti talenti di questa edizione di “Livorno in Danza” quali il Premio al Talento “Stella di Domani” ed in onore di “Paola Dolci”. Manca un mese circa al via eppure abbiamo già raccolto più di duecento adesioni con coreografie che faranno di “Livorno in Danza” una grande e multicolore festa. Per chi volesse ancora farne parte suggeriamo di visitare i sito www.livornoindanza.info oppure scrivere al nostro indirizzo mail info@livornoindanza.info