Lo jus soli non c’entra. Quei bimbi la cittadinanza l’hanno conquistata

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In effetti, tanti migranti intralciano la nostra vita già sufficientemente complicata. Non ci rubano il lavoro, ché fanno ciò che a noi non piace. Comunque, creano problemi con una presenza ormai esagerata. Ma i bambini, no. Sono nati e cresciuti qui, assieme ai nostri figli. Studiano con impegno maggiore di molti di noi per riscattare la condizione precaria dei genitori. Parlano italiano, sono integrati perfettamente nel tessuto sociale, tra poco saranno produttivi. Dovremmo trattenerli con la forza se volessero andarsene. Ma, stolti come siamo, pur credendoci furbi, facciamo fuggire anche i nostri cervelli. Investiamo sui giovani e, anziché raccogliere i frutti, li cacciamo. Per un pugno di voti.

Mutazioni genetiche dei movimenti populisti

Chi poteva immaginare che avremmo rimpianto la volgarità e il razzismo di Calderoli e le deliranti ambizioni di secessione di Bossi. Ridateci la spontaneità del Trota e il porcellum, badanti in Senato, l’acqua del Po, Roma ladrona, che puzza i meridionali. Quello era centro-niente. Ma almeno era politica, obiettivo il riconoscimento della maggiore produttività del Nord. Si faceva ironia sulla propria mediocrità intellettuale. Anche se tenuti in secondo piano, c’erano un filosofo e qualche intellettuale a mitigare l’ignoranza degli scalmanati. Emergeva un po’ di cultura. Si insultavano i terrori, con cui, però, ci si sposava. Oggi si credono tutti statisti e il Sud è diventato terra di conquista.

Un ricordo che fa riflettere e può alimentare le speranze

Conobbi Bergoglio nel 1982 a Buenos Aires. Era il provinciale dei gesuiti. Essendo stato io allievo di Virginio Rotondi lo presi subito in simpatia. L’indomani mi imbattei in Luis Borges  e ne rimasi folgorato. Per un mese lo andai spesso a trovare. Essendo cieco, era sempre disponibile. Non pensai più al futuro Papa. Non che lo sottovalutai. Aveva 45 anni, non possedeva ancora lo spessore di oggi. Era un sacerdote affabile e intelligente come tanti altri. Sarebbe cresciuto con gli anni. Invece, il poeta, più anziano, era già un genio. Ecco perché non dispero che, tra un po’ di tempo, con una buona guida e molto studio, i giovani che vogliono gestire le nostre vite diventino politici affidabili.

Peccato che negli incendi non ci sia lo zampino dell’ISIS

Più di 100 le vittime della Grenfell Tower, oltre 60 quelle nella foresta portoghese. Già tutti dimenticati. Miseria per i sopravvissuti. Man mano che crescono i morti si rimpiccioliscono i titoli sulle prime pagine assetate di novità. Per giornali e TG, sempre alla ricerca di allarmismo, è più interessante un esaltato che minaccia i passanti col coltello, che le stragi. Il pazzo, magari, non mette in pericolo la vita di nessuno, ma può essere un terrorista. Chi muore per cause naturali, invece, ruba spazio alle notizie scandalistiche. Le torce umane, non sono una priorità per la stampa. Perché non sono morti in un attentato. Un tempo l’informazione era asservita al potere. Oggi a interesse e stupidità.

È più facile nascondere la polvere sotto il tappeto

Qualche giorno fa la crisi si diceva superata. Adesso si procede col freno a mano. L’anno prossimo andremo a gonfie vele. Intanto, continuano i licenziamenti. Qualche azienda chiude, molte riducono il personale, altre trasferiscono la sede di Roma a Milano. Sarebbe facile attribuire la colpa alla sindaca, che, per la verità, non fa né bene né male. L’immondizia, che ristagna in molte zone della città, non c’entra. I tre sindacati si limitano a lamentarsi. Il ministero apposito non sembra preoccuparsene. La Confindustria tace. Nessuno dà spiegazioni. Eppure è la capitale, non una cittadina qualsiasi, a svuotarsi e tra poco a languire. Ma tutti continuano a rubare con sorprendente disinvoltura.

Se non il vaccino, almeno una fattura per cacciare il maligno

Siamo abituati alle speculazioni della politica, ma non ancora alla dabbenaggine della gente comune. I bimbi sono titolari di diritti, ma non della loro salute. Chi possiede la patria potestà è anche padrone della loro vita. È una follia. I vaccini sono una recente conquista della scienza, non dell’industria e nemmeno delle multinazionali. Perché non beneficiarne e condannare i propri figli a malformazioni e alla morte? Che importa se tanti. Più sono, meglio è. Erano decenni che non si moriva di morbillo. Ora fa capolino anche la meningite. Prepariamoci alla recrudescenza di lebbra, vaiolo e poliomelite. La legge è incompleta se non protegge i minori, e la democrazia se tollera la disonestà.

Il principe Harry rivela che nessuno dei reali ambisce alla Corona

Ci rinunciò un suo parente all’inizio del secolo scorso. Regnava il tedesco Giorgio V. I nazionalisti esibirono un inedito documento. Carlo II – Caterina di Braganza non gli diede eredi, così il trono passò agli Hannover – prima di morire nel 1685 legittimò la discendenza di una concubina, antenata di Lady Diana. L’Inghilterra voleva sul trono il duca di Buccleuch, che, però, per non finire nella prigione dorata, riconobbe nel nonno di Elisabetta II un sovrano inglese al 100%. Infatti, anglicizzò la dinastia in Windsor. Recandosi alla reggia il duca apprende che il re, grato, gli offrirà in sposa la figlia Mary. Solo se già impegnato può rifiutare. Chiede, allora, al vetturino se ha una ragazza da marito. “Anche molto virtuosa. La volete senza neppure conoscerla?”. “Non può essere più brutta di una principessa reale”.