Lo scadeRENZIario è ora la possibilità per la conferma

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Possibilità, di Wislawa Szymborska Preferisco il cinema. Preferisco i gatti. Preferisco le querce sul fiume Warta. Preferisco Dickens a Dostoevskij. Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l’umanità. Preferisco avere sottomano ago e filo. Preferisco il colore verde. Preferisco non affermare che l’intelletto ha Possibilità, di Wislawa Szymborska Preferisco il cinema. Preferisco i gatti. Preferisco le querce sul fiume Warta. Preferisco Dickens a Dostoevskij. Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l’umanità. Preferisco avere sottomano ago e filo. Preferisco il colore verde. Preferisco non affermare che l’intelletto ha la colpa di tutto. Preferisco le eccezioni. Preferisco uscire prima. Preferisco parlar d’altro coi medici. Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio. Preferisco il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne. Preferisco in amore gli anniversari non tondi, da festeggiare ogni giorno. Preferisco i moralisti che non promettono nulla. Preferisco una bontà avveduta a una credulona. Preferisco la terra in borghese. Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori. Preferisco avere delle riserve. Preferisco l’inferno del caos all’inferno dell’ordine. Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine. Preferisco foglie senza fiori che fiori senza foglie. Preferisco i cani con la coda non tagliata. Preferisco gli occhi chiari perché li ho scuri. Preferisco i cassetti. Preferisco molte cose che qui non ho menzionato a molte pure qui non menzionate. Preferisco gli zeri alla rinfusa che non allineati in una cifra. Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale. Preferisco toccar ferro. Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando. Preferisco considerare persino la possibilità che l’essere abbia una sua ragione.


Renzi ha vinto soprattutto perché è stato aiutato in un modo incredibile da Grillo che, davvero, è stato il suo principale alleato (e mi sembra che stia continuando). Si afferma che Grillo ha fatto paura e forse è anche così ma ci sono anche altri motivi a mio avviso dell’insuccesso. Uno dei motivi dell’insuccesso è certamente la debolezza costruttiva a fronte della propensione distruttiva, la mancanza di equilibrio argomentativo e pragmatico. E’incredibile a volte l’ingenuità strategica, ma come si fa a non capire questo punto basilare di una logica di governo? Come si fa a non capire che la distruzione ha senso se c’è ricostruzione e questo deve avvenire, in un certo modo simultaneamente. Nella complessità la parola d’ordine è appunto simultaneità e permanenza, non si può ragionare in termini di “stadio” ma di “stato” (sostantivo). Poi un altro punto io credo determinante è più psicologico, ha a che fare con i processi d’identificazione. Le persone vogliono capire e sentire come i soggetti che ammirano, soprattutto se loro sono in posizioni di potere. Ma Grillo si presenta male: si veste male, è sciatto, sembra sporco. Quando qualcuno è invitato in un posto importante, c’è una forma da rispettare che diventa sostanza, come rispetto di un luogo e degli interlocutori. Ma come si fa a identificarsi in uno così conciato? Si fa brutta figura! La vittoria dipende dal nemico, dalla sua forza ma anche dai suoi errori e dalle involontarie debolezze. Berlusconi ha vinto spesso perché il principale alleato era rappresentato dall’accanimento giudiziario e la diffusione dell’odio nei suoi confronti dei nemici, così esagerato a volte che, anche se non si voleva, diventava “salvatore”. Come con Renzi ha vinto perché aveva certi nemici. Una chiave di lettura intelligente e interessante, per comprendere certi processi, è quella fornita alcuni anni fa con la teoria del “triangolo drammatico”. “Il Triangolo Drammatico è solitamente inquadrato in Analisi Transazionale e collegato al modello presentato da Eric Berne nel saggio “A che gioco giochiamo?” Può essere considerato, in senso esteso, come un paradigma inscritto nella teoria psicosociale e della personalità, relativo ai ruoli e ai giuochi di ruolo. Si riferisce all’interazione complementare tra due persone (A e X), ma prevede la presenza sulla scena di tre ruoli (o copioni di ruolo) principali: La Vittima (X): persona cui le cose vanno male, si sente frustrata, è debole e incapace, non trova modo di sollevarsi, è sofferente, perseguitata, martire di qualcuno o di qualcosa. Il Persecutore: che agisce sullo sfondo, ma che in genere non è presente di persona nell’interazione tra A e X (talvolta si tratta di un’istituzione o di un’entità astratta), che esercita pressioni e coercizioni o che pone ostacoli, critiche, attacchi, disconoscimenti ecc, che maltrattano e fanno sentire inferiore la Vittima. Il Salvatore (A): persona che sente una spinta profonda a correre in soccorso della Vittima, rendendosi utile con il fatto di proteggerla e di riscattarla grazie alle proprie migliori risorse e abilità, anche indipendentemente dal fatto che la Vittima glie lo abbia esplicitamente richiesto. Da molti anni siamo dentro vari giochi della politica che hanno sviluppato varie figure geometriche che hanno in comune il fatto di essere tutte drammatiche. Comunque una cosa è certa: sono molti e anche forse soprattutto gli amici che sono pronti a impallinare Renzi, lui ha una solo strada . dare conferma alle attese che ha creato rispettando le scadeRenziario: ora occorre passare dal “cosa fa al “cosa ottiene”.