Lo Science Centre due anni dopo
98 idee progetto per la rinascita

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Dall’incendio alla firma, con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dell’accordo per la ricostruzione dello Science Centre di Città della Scienza, passando per la visita di parlamentari e rappresentanti delle istituzioni, Dall’incendio alla firma, con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dell’accordo per la ricostruzione dello Science Centre di Città della Scienza, passando per la visita di parlamentari e rappresentanti delle istituzioni, alla mobilitazione dei sindacati, delle organizzazioni studentesche. E poi il lungo braccio di ferro su dove ricostruire i padiglioni, l’inchiesta della magistratura, fino agli ultimi attacchi hacker al sito web. Tutto ha avuto inizio la sera del 4 marzo del 2013 quando le fiamme si spigionarono nei padiglioni dello Science Centre. Per spegnere le fiamme i vigili del fuoco, con numerose squadre, dovettero faticare ben tredici ore. La scorsa settimana si è conclusa la prima fase del concorso di progettazione per il nuovo Science Centre: il dibattito sulla localizzazione non è stato privo di polemiche, tra chi voleva l’arretramento dei padiglioni rispetto alla linea di costa (nella zona limitrofa a quella dove tuttora si svolgono le attività) in modo da liberare l’accesso all’arenile, e chi ha chiesto che la struttura venisse ricostruita sulla stessa area. La commissione presieduta dal direttore di Città della Scienza Luigi Amodio, ha lavorato dal 16 al 18 febbraio, analizzando le 98 idee-progetto pervenute entro il 20 gennaio scorso da tutto il mondo e selezionando i 15 che accederanno alla seconda fase. Il concorso, che rispetta l’anonimato dei partecipanti, si concluderà entro la fine di maggio con la proclamazione dei primi tre classificati. Dall’avvio dei cantieri, come ha garantito il consigliere delegato di Città della Scienza, occorreranno due anni e mezzo. Un percorso, quello per la ricostruzione, che non è stato facile: basti ricordare quando nel mese di marzo del 2014 la firma dell’accordo sfumò tra la delusione generale. Poi si è dovuto attendere altri cinque mesi per mettere l’intesa nero su bianco con la presenza del premier Renzi. Il Cipe nel mese di luglio scorso ha stanziato la somma di 33 milioni di euro ma altri fondi sono stati raccolti attraverso iniziative della stessa Fondazione Idis. E ora, il prossimo 4 marzo, la Festa della ricostruzione per provare a voltare definitivamente pagina, archiviando la ferita del rogo.