Lo smart learning raccontato dalla startupper Aleksandra Maravic di /Beyondthebox

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In foto Aleksandra Maravic

Aleksandra Maravic, dopo aver lavorato per diverse PMI nel settore automotive in Italia, si sposta in Asia dove, tra Cina, Hong Kong, Thailandia e Singapore segue l’espansione in occidente di realtà locali.

Con oltre 15 anni di esperienza come business development manager decide di rientrare a Milano e mettersi in gioco come imprenditrice per costruire un ponte tra la tradizione ed eccellenza delle organizzazioni italiane con la tecnologia e l’innovazione delle startup.

 Ci parli della sua startup, come nasce /Beyondthebox? 

In moltissime aziende, soprattutto nelle PMI, si viene assunti per ricoprire un ruolo specifico ma alla fine ci si ritrova a fare decine di altre attività per le quali non si hanno le competenze idonee e non si ha nessuno a cui chiedere. Le risorse delle aziende sono spesso scarse e un export manager si ritrova facilmente ad organizzare fiere o far stampare cataloghi. Se fino a ieri un profilo multitasking era apprezzato, oggi le competenze ricercate sono sempre più specifiche. Ho passato anni a fare nuove attività per le quali non avevo le competenze adatte e avrei tanto avuto ricevere supporto da qualcuno più bravo di me. Con /BeyondTheBox metto a disposizione delle aziende una piattaforma di smart-learning: migliaia di Esperti che fanno formazione interattiva, una formazione a caldo sul problema per dare supporto concreto al team aziendale.

Quali difficoltà avete incontrato all’inizio della vostra attività e come le avete superate?

Da un punto di vista personale abbiamo sottovalutato l’operatività quotidiana. Ci siamo circondati di ottimi advisor e consulenti che però ci supportavano solo nella fase strategica, mentre tutta l’operatività ricadeva su noi due. Solo quando abbiamo creato un team abbiamo visto l’azienda crescere. Questo ci ha permesso di concentrarci sugli sviluppi di business delegando a loro le attività quotidiane in base alle loro competenze. Quando si è assorbiti dalle attività quotidiane ci si dimentica facilmente della direzione in cui si vuole andare e si può perdere la bussola. Avere un team unito permette di essere concreti oggi, lavorando comunque per la strategia del domani.

Parliamo della vostra piattaforma… Quali servizi offre e a chi? 

La nostra piattaforma offre formazione interattiva – smart-learning – per aziende. E’ pensata per dare supporto concreto ai dipendenti dando accesso a migliaia di competenze professionali on-demand. In genere ci interfacciamo con l’HR Manager, che vive in prima persona la necessità di formare un team da remoto in modo innovativo e stimolando l’interazione e il confronto. Oggi più che mai il dipendente deve diventare imprenditore di sé stesso, attivando un percorso di crescita che non viene imposto dal proprio capo ma parte direttamente dalle sue esigenze specifiche.

Qual è il valore aggiunto che intendete offrire ai vostri utenti? 

Offriamo una formazione sartoriale agli utenti. Abbiamo analizzato i limiti della formazione on-line tradizionale ed è emerso che: le persone non hanno tempo o non sono motivate a finire i corsi (basti pensare che solo il 25% dei corsi gratuiti viene portato a termine, la percentuale sale al 45% quando il corso è a pagamento); trovano i corsi troppo generici non adatti a risolvere i loro problemi specifici. Così abbiamo realizzato un servizio formativo rapido, che si focalizzi sulle reali esigenze dei dipendenti, e lo facciamo in sessioni di 20 o massimo 40 minuti per non interrompere il flusso lavorativo e mantenere alta la soglia di attenzione

Quali sono le competenze più facilmente reperibili sul mercato italiano? Quali, invece, quelle più difficili da trovare…

Non è una domanda semplice. Le competenze richieste cambiano velocemente. L’Italia è un paese di eccellenze ma troppo spesso vedo ancora un approccio incentrato sul prodotto quando invece oggi bisogna avere un approccio incentrato sul cliente. Questo permette di reperire tantissime competenze orientate allo sviluppo prodotti e processi, fino ad arrivare ad ottimi commerciali incaricati di vendere la merce a magazzino. Oggi la sfida è trovare queste stesse figure ma “customer oriented” che abbiano sviluppato soft skills come capacità di ascolto, analisi, umiltà, problem solving e capacità di innovare quei stessi prodotti e processi. Molto spesso nelle aziende il vero cliente è l’amministratore delegato o l’imprenditore, si lavora tutti per soddisfare le idee e indicazioni del capo. Nelle vere aziende di successo oggi si lavora tutti insieme per soddisfare le esigenze del cliente.

/Beyondthebox è una startup giovanissima, come ne immagina lo sviluppo nel tempo?

Vogliamo diventare lo Spotify delle competenze, il punto di riferimento per le imprese che cercano un modo nuovo di accedere a competenze, più flessibile e dinamico. Anche il nostro business model, come quello di Spotify, si basa su piani di abbonamento mensili che permettono di accedere a tutte le competenze della nostra rete. Non si paga il tempo dell’esperto bensì il servizio della piattaforma.

Lei ha ampie esperienze in campo internazionale, pensa che il modello /Beyondthebox possa essere esportato, in futuro, a livello europeo se non globale?

L’espansione internazionale è già in programma. Il nostro è un modello anglosassone, molto apprezzato in tanti paesi Europei. Per quanto riguarda i numeri gli Stati Uniti sono sicuramente il primo paese a livello mondiale per valore del mercato della formazione online (oltre 194 miliardi con una crescita del 15% anno), ma siamo molto attratti dal mercato Indiano: il governo sta investendo moltissimo in formazione online e il 50% della popolazione sono Millennials, che perciò alla formazione tradizionale preferiscono di gran lunga quella attraverso il loro smartphone.

/Beyondthebox sta sviluppandosi anche attraverso un programma di partnership. Che caratteristiche devono avere i vostri partner aziendali e qual è il valore aggiunto che riuscite a scambiarvi?

Il nostro partner aziendale deve aver compreso che trasferire valore al cliente non vuol dire vendergli qualcosa. Il valore della condivisione è uno dei nostri pilastri, il che non significa regalare conoscenza e tempo, ma saper utilizzare le competenze dell’azienda per creare consapevolezza, formare il cliente e ottenere la sua fiducia; la vendita sarà poi una conseguenza naturale. I partner possono utilizzare uno strumento innovativo e tecnologico per monetizzare le loro competenze attraverso un nuovo canale.