Lo spread, quanto ci costa

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Roma, 10 ott. (AdnKronos) – . Ha superato la soglia dei 300 toccando i massimi dal 2013. L’aumento sta facendo molta paura ai risparmiatori, alle famiglie e in generale a tutti gli italiani. Ci si interroga su quali potrebbero essere le conseguenze nel caso dovesse toccare vette più alte. Come prima cosa bisogna fare chiarezza su cos’è lo spread di cui tutti parlano. Non è altro che il differenziale tra il rendimento dei titoli di Stato italiani (Btp) e quelli tedeschi, il Bund (a 10 anni). In questo momento il rendimento del Btp italiano è in forte crescita, segno che sta diminuendo la domanda, visto che gli investitori pensano che il nostro mercato sia fortemente incerto. In parallelo c’è una decrescita del rendimento del Bund tedesco, poiché chi acquista preferisce cercare rifugio in asset più sicuri, quali appunto i titoli di Stato di Berlino. Per l’investitore il fatto che lo spread sia in crescita può rappresentare una buona notizia. Una volta scaduti i Btp italiani, che ha nel portafoglio, infatti, beneficerà di un maggiore ritorno economico.

L’aumento dello spread, tuttavia, indica che l’economia del Paese è vista come a rischio e per questo non si tratta di una buona notizia per lo Stato italiano. La crescita dello spread Btp-Bund, infatti, significa che l’Italia per ricevere dei prestiti è costretta ad offrire dei tassi di interesse più elevati, andando così a far crescere il costo del prestito ricevuto che a sua volta andrà a pesare sul debito pubblico. Una delle conseguenze più gravi della salita dello spread tra Btp e Bund, quindi, è quello di un aumento inesorabile del debito pubblico con tutte le conseguenze che ne derivano. L’eccesso di debito, infatti, provoca un’instabilità finanziaria con ricadute sui bilanci di famiglie, banche e aziende ossia di tutti i soggetti che devono finanziarsi.

Il rischio in caso di default, ipotesi per fortuna al momento piuttosto remota, è quello di un ulteriore impoverimento del ceto medio che si andrebbe a livellare verso il basso. Le famiglie andrebbero, così, ad acquistare soltanto dei beni essenziali, provocando così in poco tempo una forte recessione. Come anticipato, però, l’ipotesi di un default al momento non è da prendere in considerazione.

Tra i più preoccupati della salita dello spread, quindi, troviamo sicuramente le banche, poiché queste investendo molto sui titoli di Stato rischiano che nel caso in essere della discesa del prezzo dei Btp l’investimento fatto in favore dello Stato italiano non sia particolarmente redditizio.