Lo yen ferma la corsa sul dollaro e Tokyo chiude in positivo

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Il punto. Il Ftse Mib segna -0,66%, il Ftse Italia All-Share -0,59%, il Ftse Italia Mid Cap -0,35%, il Ftse Italia Star -0,24%.
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta poco mosse. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,2%, l’Ibex35 di Madrid lo 0,1%. Sotto la parità il Cac40 di Parigi (-0,2%) e il Ftse100 di Londra (-0,1%). In Germania l’Indice dei Prezzi all’Ingrosso (Wholesale Price Index) nel mese di marzo è aumentato dello 0,3% su base mensile, oltre le attese fissate su un decremento dello 0,3% e superiore al dato precedente pari al -0,5% m/m. Su base annuale il WPI è sceso del 2,6%. Sempre a marzo l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,3% su base mensile ed è aumentato dello 0,8% su base annuale, confermando la lettura preliminare. L’indice armonizzato è cresciuto dello 0,1% su base mensile ed è diminuito dello 0,8% su base annua.
Euro poco sotto il massimo da ottobre a 1,1455 toccato giovedì scorso contro dollaro. EUR/USD al momento oscilla in area 1,1430.
Mercati obbligazionari eurozona poco mossi. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente è stabile allo 0,13%, quello del BTP scende di 1 bp all’1,35%. Lo spread scende di 1 bp a 122.
Tokyo in rialzo con il Nikkei 225 a +1,13%. Incerte le borse cinesi: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina -0,36% circa, mentre a Hong Kong l’indice Hang Seng al momento segna +0,4% circa.
Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,27%, Nasdaq Composite -0,36%, Dow Jones Industrial -0,12%.

Borse asiatiche
Dopo una seduta di moderato declino lunedì per Wall Street, alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza è stata sostanzialmente positiva al traino del recupero di Tokyo. Il Nikkei 225 ha guadagnato l’1,13% (meglio ha fatto l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dell’1,53%) grazie all’indebolimento dello yen nei confronti del dollaro Usa. Il ministro delle Finanze nipponico, in vista del meeting di giovedì e venerdì dei rappresentanti dell’economia e dei capi delle banche centrali del G20 a Washington, ha dichiarato che il Giappone interverrà, come previsto dagli accordi sulla stabilità delle valute, se saranno osservati interventi “unilaterali” e motivazioni “speculative” nei confronti dello yen.
Tra i migliori titoli della seduta c’è stato quello di Nomura Holdings. La maggiore casa nipponica di brokeraggi o ha sfiorato un guadagno del 9% a Tokyo dopo che fonti citate da Bloomberg hanno riportato l’intenzione di abbandonare le attività nel mercato azionario d’Europa. La misura comporterà il taglio di 5-600 posti di lavoro (i licenziamenti salgono a 1.000 considerando anche le attività in Usa). Nei nove mesi allo scorso 31 dicembre Nomura ha registrato una perdita prima delle tasse di 50,6 miliardi di yen (410 milioni di euro) dalle attività nel Vecchio Continente.
Sul fronte macro, la Bank of Japan ha comunicato che in marzo i prestiti erogati dagli istituti di credito del Sol Levante sono cresciuti su base annua del 2,0% dopo il 2,2% di progresso di febbraio (e il 2,4% in gennaio), a quota 498.333 miliardi di yen (pari a 4.036 miliardi di euro). Anche escludendo i trust la crescita dei prestiti è stata del 2,0% contro il 2,2% di febbraio. Seduta positiva anche per Seoul con il Kospi che segna un progresso dello 0,56% al termine degli scambi.
Complessivamente la seduta è stata in positivo per la regione, come conferma il guadagno intorno allo 0,30% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, appesantito comunque dalla flessione registrata dai mercati cinesi.
Avvicinandosi alla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in declino di circa lo 0,50% e lo 0,70% rispettivamente mentre è intorno all’1% la perdita dello Shenzhen Composite. In positivo invece Hong Kong, anche se si limita intorno allo 0,30% il progresso dell’Hang Seng (performance simile anche per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). Dopo il rally in overnight il prezzo del petrolio è tornato a calare, soprattutto sulle prese di beneficio successive ai guadagni registrati nelle ultime sedute. Mentre sono state contrastate le performance dei metalli di base: in calo l’allumini o, in progresso zinco e rame. A fronte di un guadagno di circa il 2% dei colossi minerari Bhp Billiton e Rio Tinto (che si è accompagnato al declino dei titoli legati al petrolio e al recupero di quelli finanziari), Sydney ha chiuso in positivo: l’S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,89% al termine della seduta.

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso la prima seduta della settimana in calo in attesa dell’inizio della stagione delle trimestrali (che prende il via tradizionalmente con la diffusione dei conti di Alcoa). Il Dow Jones ha perso lo 0,12%, l’S&P 500 lo 0,27% e il Nasdaq Composite lo 0,36%. Sul fronte societario forti acquisti sui titoli legati alle risorse di base. Male invece il settore biotech.
Tra i singoli titoli Alcoa +3,95%. Il colosso dell’alluminio ha annunciato a mercati chiusi i risultati trimestrali. Nel primo trimestre l’utile per azione adjusted si è attestato a 0,07 dollari su ricavi per 4,95 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,02 dollari su ricavi per 5,20 miliardi.
Hertz -11,55%. Il gruppo specializzato nel noleggio di veicoli ha fornito un outlook deludente. Per l’esercizio 2016 la società stima un utile per azione compreso tra 0,95 e 1,10 dollari (consensus 1,0 5 dollari). Hertz ha abbassato le stime sulla crescita dei ricavi relativi al noleggio di auto negli Stati Uniti a 0% -1,5% contro il +1,5% -2,5% indicato in precedenza.
Yahoo! +1,14%. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, ci sarebbe anche il Daily Mail in corsa per acquisire il core business del colosso tecnologico (che comprende servizi come Yahoo! Mail, la piattaforma di advertising online e siti d’informazione sportiva), messo in vendita dall’azienda californiana insieme agli asset asiatici (le partecipazioni multimiliardarie in Alibaba Group Holding e Yahoo! Japan).
Norfolk Southern -2,7%. Canadian Pacific Railway ha rinunciato all’acquisto del gruppo ferroviario.
Chesapeake Energy +19,55%. Il gruppo energetico ha raggiunto un accordo per conservare il limite di indebitamento a 4 miliardi di dollari.
Italia
Buon inizio di ottava, ieri, per Piazza Affari. Il Ftse Mib ha chiuso la seduta con un progresso dell’1,25% (17.722,66 punti) dando così seguito al balzo di oltre il 4% di venerdì scorso. La spinta è arrivata dal settore bancario che attende con ottimismo incontro l’esito dell’incontro tra i funzionari del Tesoro, quelli di Bankitalia e alcuni dirigenti dei principali istituti di credito per discutere la creazione di un fondo che aiuti ad affrontare le ricapitalizzazioni e la cessione delle sofferenze. L’iniziativa promossa dal governo dovrebbe vedere un ruolo importante della Cdp come azionista di minoranza del fondo che vedrebbe il coinvolgimento anche delle Fondazioni bancarie.
Intanto gli ultimi dati di Bankitalia hanno visto rallentare il ritmo di aumento delle sofferenze lorde bancarie a febbraio (+4,7% a/a dal +9% precedente).
Le attese per il varo del fondo di sostegno alle banche ha fatto scattare tutti i titoli bancari, a partire da quelli che ne gioverebbero maggiormente, Mps (+9,78% a 0,5165 euro) e Banco Popolare (+10,3% a 5,365 euro).
Molto bene anche le big Intesa Sanpaolo (+1,74% a 2,334 euro) e Unicredit (+2,41% a 3,144 euro) coinvolte nei delicati aumenti di capitale di Veneto Banca e Popolare Vicenza.
Accoglienza positiva del mercato all’accordo di Mediaset (+2,57% a 3,59 euro) con i francesi di Vivendi per la produzione e la distribuzione in comune di contenuti audiovisivi e la creazione di una piattaforma TV globale. Secondo i termini dell’intesa, il 3,5% del capitale di Vivendi sarà scambiato con il 3,5% del capitale di Mediaset e il 100% del capitale di Mediaset Premium. Il 3,5% del colosso francese vale circa 875 milioni, quello di Mediaset circa 140 mln e la differenza è data dalla valutazione di Premium.
Ben comprata anche Fca (+2,44% a 6,505 euro). Gli analisti di Ubs hanno ridotto il prezzo obiettivo sul titolo Fca da 9 a 7 euro, confermando la raccomandazione “neutral”. La casa d’affari elvetica, in un report dedicato al settore auto, rimarca comunque di attendersi un solido primo trimestre dell’anno per Fca e ha rivisto al rialzo le stime di ebit. Nel comparto auto ha tenuto il freno a mano tirato Ferrari (+0,14% a 36,36 euro) con le ultime indiscrezioni che vedono l’uscita dell’amministratore delegato Amedeo Felisa con la nomina di questa settimana del nuovo consiglio di amministrazione. Felisa avrebbe in programma di rimanere membro del consiglio e anche tenere un altro ruolo nella società del Cavallino Rampante, scorporata da Fiat Chrysler Automobiles NV da inizio anno.
Da segnalare infine il balzo di RCS (+28,79% a 0,5860 euro) su cui Cairo ha lanciato un’offerta pubblica di Scambio (Ops) che prevede che ogni azionista Rcs riceverà 0,12 azioni Cairo Communication per ciascun titolo Rcs. I grandi azionisti del gruppo editoriale di via Solferino non sarebbero intenzionati ad aderire all’offerta avanzata da Cairo poiché ritenuta non congrua, ma secondo indiscrezioni stampa potrebbero valutare di mettere in campo un progetto alternativo al fine di spingere Cairo ad alzare l’offerta.

I dati macro attesi oggi
Martedì 12 Aprile 2016

08:00 GIA Ordini macchine utensili mar;
08:00 GER Inflazione (finale) mar;
10:30 GB Indice prezzi alla produzione mar;
10:30 GB Inflazione mar;
14:30 USA Indice prezzi importazioni mar;
21:00 USA Intervento Williams (Fed);
22:00 USA Intervento Lacker (Fed).