Il lobbying come prevenzione della corruzione: in un libro l’interessante studio di Antonio De Lucia

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in foto Antonio de Lucia, scrittore

In periodo di commenti per i risultati elettorali, appare interessante fare una piccola riflessione sul testo da poco uscito dalle rotative del dott. Antonio De Lucia che accende i riflettori su un argomento sempre troppo sottovalutato nell’ambito di un costruttivo dialogo politico.
Il dott. De Lucia, nel corso di un interessante dottorato di ricerca presso l’Università Parthenope, in Economia e Regolazione delle Amministrazioni Pubbliche, ha approfondito il fenomeno del lobbying nella performance e amministrazione negli enti mettendo in risalto il divario che su questo ambito sussiste tra il proscenio italiano e le più avanzate economie mondiali.
Le esperienze internazionali gli hanno consentito di sviluppare importanti collaborazioni e anche nel corso del suo incarico come del Presidente del DEMYC – Democrat Youth Community of Europe – con status di membro consultivo presso il Consiglio d’Europa. Non da meno la sua partecipazione al Comitato delle Regioni che è probabilmente una delle rappresentazioni più elevate della pubblica amministrazione.
Lo studio oggetto di esame descrive un’indagine esplorativa del fenomeno della corruzione e delle lobby e dell’influenza che la regolamentazione offerta a livello Paese – dello stesso fenomeno – può avere sulle performance delle amministrazioni pubbliche e conseguentemente sulle opportunità di sviluppo socioeconomico di ogni nazione.
Il lavoro è stato svolto attraverso la ricognizione e sistematizzazione della letteratura internazionale e nazionale e l’analisi comparativa di due casi studio.
In Italia, così come in molti altri Paesi d’Europa, il lobbying non è regolamentato, a differenza di quanto avviene, per esempio, negli Stati Uniti d’America.
La ricerca si pone, preliminarmente, un duplice obiettivo. Da un lato di analizzare l’origine del fenomeno de facto e di partendo da un’analisi dei Paesi in cui il fenomeno del lobbying è oggi presente e possiede anche una sua regolamentazione normativa che consente una maggiore trasparenza e legalità nel rapporto con il decisore pubblico.
L’altro punto evidenzia in modo analitico le implicazioni organizzative, gestionali ed economiche del fenomeno del lobbying sulla Pubblica Amministrazione, soffermandosi sia sugli aspetti diretti alla lotta contro la corruzione, che a quelli relativi all’accrescimento della trasparenza, indicando eventuali interventi che il legislatore potrebbe adottare per migliorare le performance delle istituzioni e delle aziende pubbliche.
L’assenza di una regolamentazione definita e improntata ad azioni trasparenti comporta molteplici e rilevanti conseguenze. Difatti l’analisi dell’impatto strategico delle lobby sulle aziende e amministrazioni pubbliche, valutando nella fattispecie gli strumenti per la trasparenza e anti-corruzione nelle lobby, risulta evidente e concreta. Non a caso lo studio in parola si sofferma molto – nella terza sezione – sull’aspetto contabile e sulla trasparenza dei finanziamenti, che costituisce uno degli elementi fondamentali per eliminare il rischio corruzione dissolvendo alla radice la necessità di tale tipo di intervento o esigenza.
Se ne porge evidenza soprattutto nell’ultima parte del lavoro, dove si procede ad un’analisi comparata di due casi emblematici: due aziende di rilievo mondiale – la Boeing e la Leonardo – che operano in ambiti completamente diversi gestendo situazioni, processi e obiettivi in modo diametralmente opposto e con risultati assolutamente – e indiscutibilmente – diversi.

Dott. Salvatore Magliocca