Logistica, Grimaldi: Regole e tasse Ue penalizzano il trasporto. Meloni rilancia: Transizione sì, ma senza ideologia

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La logistica italiana chiede spazio, visione e meno zavorre normative. È il messaggio che Guido Grimaldi, presidente di Alis, ha scandito all’Auditorium Parco della Musica di Roma durante l’assemblea generale 2025, appuntamento che ha riunito ministri, vertici militari, rappresentanti dell’industria e del trasporto. Una platea nutrita per un settore che oggi, ricorda lo stesso Grimaldi, vale 2.450 soci, 476 mila lavoratori e 150 miliardi di fatturato aggregato.

Un tavolo politico-economico ad alta intensità

Sul palco, con sessioni moderate da Bruno Vespa, Monica Maggioni e Massimo Giletti, sono intervenuti i ministri Antonio Tajani, Matteo Salvini, Francesco Lollobrigida e Giuseppe Valditara. L’obiettivo dichiarato dell’associazione: rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e stakeholder per orientare le scelte sulla transizione energetica, sulla digitalizzazione, sulle politiche occupazionali e sulla competitività della filiera.

Grimaldi rivendica il peso del comparto e il bisogno di un quadro europeo meno schizofrenico: ETS e Fuel-EU Maritime, sostiene, stanno creando “distorsioni concorrenziali” perché colpiscono solo il trasporto marittimo e le rotte intra-UE. Il posticipo dell’ETS 2 per la gomma, dal 2027 al 2028, sarebbe un’ulteriore asimmetria.

Meloni: stop alle scelte “ideologiche” di Bruxelles

Nel videomessaggio inviato all’assemblea, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la linea: la transizione ecologica “non può essere scollegata dalla realtà delle imprese né dai tempi della tecnologia”. Serve, dice, equilibrio tra ambiente e competitività per difendere Made in Italy e filiere strategiche.

La premier rivendica la “stabilità politica” come fattore chiave per permettere al settore di programmare e investire, ringrazia i lavoratori della logistica – dagli autisti ai marittimi – e sottolinea il ruolo delle forze armate nella sicurezza delle rotte commerciali.

La blue economy è la nostra spina dorsale

Dal palco arriva anche la voce della Marina militare. L’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, capo di stato maggiore, mette in chiaro che la libertà di navigazione non è un automatismo: “Viviamo tempi instabili, con scenari difficili da prevedere. Garantire sicurezza nelle aree strategiche significa proteggere gli interessi vitali dell’Italia”.

Un tema che Grimaldi riprende, saldandolo all’attualità geopolitica: accordo di pace per Gaza, stop agli attacchi Houthi nel Mar Rosso, equilibrio delle catene di approvvigionamento. “La sicurezza dei marittimi è garantita dagli uomini e dalle donne delle forze armate, a loro il nostro ringraziamento”, afferma.

Tajani: export verso i 700 miliardi, ma pesa il cambio euro-dollaro

Il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani vede possibile il target dei 700 miliardi di export e spinge sulle aree extra-UE: Golfo, Turchia, Vietnam, Africa, Balcani, Canada e Messico. Per il Mercosur intravede spiragli.

Sul fronte dei dazi USA, conferma l’accordo quadro al 15% negoziato dal commissario europeo Maros Sefcovic e lavora all’inserimento di altri prodotti, tra cui acciaio e vino. Ma la vera preoccupazione è altrove: il rapporto euro-dollaro. Se il dollaro scende, dice, l’export italiano soffre. Da qui l’appello alla Bce: tagliare ancora i tassi e rilanciare un quantitative easing.

Zoppas:  Export strategico per la crescita

Il presidente di Ice, Matteo Zoppas, ha sottolineato come l’export italiano stia performando positivamente anche nel 2025: +3,5% nei primi nove mesi, con metà dei flussi extra-Ue. Nonostante dazi e volatilità del cambio, “si consolida la possibilità di raggiungere un dato positivo per il Made in Italy”, ha detto, evidenziando i mercati chiave: Golfo, Turchia, Vietnam, Africa, Balcani, Canada, Messico e Mercosur. Per Zoppas, la strategia di apertura internazionale resta fondamentale per sostenere competitività e crescita della logistica italiana.

Un settore che cambia pelle

Tra transizione energetica, pressioni geopolitiche e regole europee non sempre coerenti, la logistica resta un termometro della tenuta industriale del Paese. Grimaldi lo dice senza giri di parole: “L’Italia sta tornando ad assumere un ruolo primario anche grazie alla credibilità internazionale del governo”. Ma serve che l’Europa ritrovi una visione comune e sostenga – invece di tassare – le imprese impegnate in decarbonizzazione, innovazione e sicurezza energetica.

Per il presidente di Alis, l’assemblea di Roma deve produrre “idee e proposte concrete” e soprattutto una scelta di campo: capire se l’UE vuole essere protagonista o spettatrice dei nuovi equilibri globali.