Luca Abete, inviato di Striscia la Notizia e “motivatore”

33

Abbiamo incontrato questa settimana una delle icone di Striscia la Notizia, il 42enne avellinese, Luca Abete, da oltre 10 anni volto noto della tv, nei panni di inviato, presentatore e attore, conosciuto anche per essere portavoce da sempre di messaggi positivi, soprattutto per le giovani generazioni. Nel 2014 Luca decide di concretizzare il suo ruolo di “motivatore” ideando il tour nazionale #NonCiFermaNessuno dedicato agli studenti delle scuole superiori e delle università. Il progetto motivazionale ha dato vita una vera e propria community di persone ottimiste che si riconoscono nel grido divenuto hashtag di successo, che incuriosisce e appassiona i giovani da due anni. Ed allora per meglio comprendere le finalità del progetto abbiamo parlato con Luca di #NonCiFermaNessuno e di tanto altro ancora.

Luca, in meno di un anno e mezzo hai portato #NonCiFermaNessuno in oltre 20 sedi in Italia, confrontandoti con studenti liceali e universitari. Cosa racconti loro?
Nel corso dei vari incontri cerchiamo di dare una bussola ai ragazzi, attraverso consigli e suggerimenti per andare avanti negli studi, nel mondo del lavoro e più in generale nella vita di tutti i giorni senza mollare mai. Il grido “non ci ferma nessuno” accompagna da sempre la mia vita: da quando ero piccolo e con i miei amici ci trovavamo nelle situazioni più impensabili e io provavo a mantenere la calma dicendo “ragazzi non vi preoccupate, non ci ferma nessuno!” Per anni ho fatto incontri nelle università e nelle scuole, incontrando tanti ragazzi entusiasti, creativi, che hanno grandi sogni, ma molto spesso non hanno chi li sprona e chi li invita a rialzarsi anche dopo un fallimento. Le porte in faccia aiutano a crescere, i giovani devono capire che non devono mollare mai.

Quindi #NonCiFermaNessuno è un percorso nel quale racconti anzitutto te stesso e la tua esperienza?
Nel tour racconto anche la mia esperienza, in modo che possa diventare da stimolo per i ragazzi: da universitario, che per pagarsi gli studi fa l’animatore in feste per bambini, sono arrivato, dopo una lunga gavetta, fino all’unico e inconfondibile tg satirico d’Italia, per il quale sono l’inviato dalla Campania. E tutto questo, addirittura senza alcuna raccomandazione! La mia storia personale diventa uno spunto da cui partire per parlare di motivazione, passione, creatività ed entusiasmo.

Pur essendo abituato a parlare a milioni di italiani attraverso le telecamere di Striscia la Notizia, cosa provi confrontandoti dal vivo con i tanti giovani che ti seguono con passione in questo progetto?
Essere presente nelle scuole e università italiane e parlare con i ragazzi per dire loro che devono avere fiducia, essere ottimisti, non demordere e crederci sempre è per me una emozione unica. Non bisogna mai farsi assalire dal pessimismo dilagante. Crederci sempre, il mio ruolo è proprio questo: dare messaggi positivi ed energia ai ragazzi per mettersi in moto e iniziare un percorso che chissà dove li porterà.

In questo secondo anno di #NonCiFermaNessuno hai deciso di unire il messaggio motivazionale alla beneficenza. In che modo?
Ho sempre provato a unire le mie forze con altri e a fare rete per migliorare lo stato delle cose. Con Unicef sono diventato protagonista di un fumetto per le scuole “Se casco senza casco sono caschi miei!”, nato per sensibilizzare i giovani all’uso del casco. Nel 2010 sono stato testimonial dell’AICAT, l’associazione che si occupa dei problemi correlati all’alcol, lanciando il messaggio del “bere responsabilmente”. Non da ultimo ho partecipato al progetto “Basta!” contro la violenza sulle donne promosso dall’associazione “Tamara Monti”. E in occasione del secondo anno di #NonCiFermaNessuno abbiamo deciso di instaurare una partnership con il Banco Alimentare e con i pastifici Pasta Antonio Amato e Pasta Lori, che ci permette di donare pacchi di pasta entrando a far parte della community dell’ottimismo, anche attraverso il portale internet. Il meccanismo è semplice: per ogni selfie sorridente che viene caricato sul sito attraverso l’app del tour noi doniamo pacchi di pasta al Banco Alimentare. In questo percorso poi ci accompagnano tante aziende che sostengono il progetto e offrono opportunità ai ragazzi che incontriamo: ASUS, Tecnocasa, Best Western, PoliEco, MyWeb School.

I telespettatori del tg satirico più famoso d’Italia ti considerano paladino dell’ambiente. Cosa ti ha spinto a iniziare questa lunga inchiesta che possiamo quasi definire a tempo indeterminato?
Operando in Campania molti dei miei servizi sono incentrati sulle tematiche ambientali. Dal 2009 ho trattato nei miei servizi la Terra dei Fuochi, gli sversamenti tossici nei fiumi, le discariche abusive, fino alla scoperta dell’enorme discarica interrata di Calvi Risorta. Quello che da sempre mi spinge a impegnarmi per la mia terra è la consapevolezza che tutti debbano fare uno sforzo maggiore e che tanti piccoli sforzi insieme possono innescare una rivoluzione. Io ce la metto tutta per mostrare le storture e gli scempi che avvengono sul nostro territorio e sono convinto che un domani con l’impegno di tutti questo stato di cose cambierà.

Pur essendo, per motivi di lavoro, in giro per l’Italia, mantieni saldo il radicamento con la tua città natia, Avellino e con la Campania, terra di grandi potenzialità e risorse, ma anche di tante problematiche del vivere quotidiano. Ci spieghi questa tua scelta?
Sono nato al Sud e ho sempre lavorato qui. Credo che ci siano persone incredibili, creative, piene di voglia di fare. Ma che questo non sempre sia abbastanza. Ma nonostante questo, nonostante la crisi e le difficoltà, noi del sud sappiamo rimboccarci le maniche e ripartire. Girando l’Italia con il mio tour trovo centinaia di giovani brillanti che studiano a centinaia di chilometri da casa e a malincuore sono costretti ad “andare al nord”, ma anche tanti che non vedono l’ora di tornare a casa e costruire qualcosa qui, dopo il percorso di studi, per migliorare la propria terra. Questo mi riempie di gioia.