Ludoil acquisisce Isab, è made in Campania la più grande multi-energy company privata italiana

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in foto Donato Ammaturo
“Un’operazione di rilevanza strategica per il sistema industriale ed energetico nazionale, che riporterà sotto la guida italiana il più importante complesso di raffinazione del Paese. Subordinata al positivo esito dei procedimenti Golden Power e Antitrust, l’acquisizione consentirà a ISAB di evolvere da raffineria tradizionale a Energy Company, al servizio della competitività, della continuità degli approvvigionamenti e dello sviluppo di nuove filiere energetiche. Con ISAB, il Gruppo Ludoil compie un salto dimensionale e industriale decisivo: dall’energia elettrica al processing di greggio, fino alle bioenergie avanzate, il nuovo perimetro darà vita al principale operatore energetico privato italiano, con ricavi consolidati attesi superiori a 10 miliardi di euro annui”.

È da questa cornice che prende forma l’operazione annunciata da Ludoil Energy, gruppo nato in Campania come impresa familiare e oggi presieduto da Donato Ammaturo, nipote dell’imprenditore che nel 1975 avviò l’attività di distribuzione carburanti nel Centro-Sud, con il deposito di Nola ancora oggi operativo. Un percorso di crescita lungo cinquant’anni che ha trasformato una realtà locale in uno dei principali gruppi energetici privati europei.

L’accordo riguarda la sottoscrizione di un Sale and Purchase Agreement tra Ludoil Capital srl, controllata di Ludoil Energy, e Goi Energy srl per l’acquisizione della partecipazione in Isab srl, proprietaria del più grande complesso di raffinazione italiano, situato tra Priolo Gargallo, Augusta e Melilli, in provincia di Siracusa.

L’operazione prevede una struttura in due fasi ed è subordinata al via libera del governo italiano nell’ambito della normativa sul Golden Power, oltre alle autorizzazioni Antitrust e regolatorie. La prima fase riguarda il 51% del capitale e rappresenta il primo passaggio di un’operazione destinata a ridisegnare l’assetto di uno degli impianti più strategici per la sicurezza energetica nazionale.

Il complesso di Priolo è infatti il più grande sito di raffinazione del Paese, con una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate annue e una capacità bilanciata di 15 milioni di tonnellate. Un’infrastruttura considerata cruciale nei flussi energetici italiani e mediterranei, destinata ora a un percorso di trasformazione industriale.

Il progetto prevede infatti l’evoluzione di ISAB da raffineria tradizionale a energy company integrata, con un portafoglio che andrà dal processing del greggio alle bioenergie avanzate. Nel medio periodo, la strategia industriale punta in particolare allo sviluppo del bio-processing e alla costruzione di nuove filiere dedicate a Hvo (Hydrotreated Vegetable Oil), Saf (Sustainable Aviation Fuel), bio-olio, bioetanolo di seconda generazione e bioETBE, in linea con la direttiva europea Red III e con gli obiettivi di decarbonizzazione del settore.

La trasformazione si inserisce in un modello di integrazione verticale che unisce le attività industriali del sito siciliano con la struttura già esistente del gruppo Ludoil Energy, che comprende depositi costieri, infrastrutture logistiche, rete distributiva e impianti di generazione da fonti rinnovabili come biometano, fotovoltaico ed eolico. Il polo di Priolo dispone già di una centrale elettrica e di cogenerazione da 540 MW e potrà beneficiare anche di ulteriori 20 MW da nuovi impianti rinnovabili, rafforzando così il ruolo del sito come hub energetico nel Mediterraneo.

Sul piano occupazionale, il gruppo ha confermato la piena continuità dei livelli di impiego, valorizzando il patrimonio di competenze ingegneristiche maturato in decenni di attività in Sicilia. Il piano industriale prevede inoltre lo sviluppo di nuove opportunità legate alla crescita del comparto bio e alla collaborazione con il sistema universitario e della ricerca.

La combinazione tra la struttura commerciale e infrastrutturale di Ludoil Energy e la capacità industriale di Isab srl punta alla nascita di un operatore energetico integrato di nuova generazione, con ricavi consolidati attesi superiori a 10 miliardi di euro annui e l’ambizione di diventare uno dei principali protagonisti della trasformazione energetica europea.