Lui diventa donna, lei uomo, si sposano a Recanati

90
in foto Antonio Bravi, sindaco di Recanati

Nello stesso giorno hanno ricevuto la nuova carta di identita’: Maura Nardi, 41 anni, ed Emanuele Loati, 25 anni, hanno completato anche per lo Stato italiano il percorso di transizione, dal genere maschile al femminile per la prima e dal femminile al maschile per il suo compagno. Sono da tempo una coppia e ora possono pensare di progettare il loro matrimonio: “Stiamo pensando alla nostra unione e al nostro futuro – dice Maura a Radio Erre, l’emittente per la quale collabora da anni -. Ora e’ tutto piu’ semplice. Per noi e’ una cosa naturale, ma siamo consapevoli che molti non la pensano cosi’. Tuttavia, ci auguriamo di aver lanciato in tutti questi anni dei messaggi di positivita’ attraverso la nostra quotidianita’: lavoriamo, progettiamo, costruiamo e ci amiamo come fanno tutte le coppie di questo mondo, con i nostri pregi e i nostri difetti”. Antonio Bravi, sindaco della citta’ di Leopardi, ha accolto con entusiasmo la decisione della coppia: “Se decidessero di farlo – ha detto il primo cittadino – sono pronto a celebrare io stesso la cerimonia e lo faro’ con immenso piacere”.
Il primo grazie di Maura e Emanuele e’ diretto alla responsabile e ai collaboratori dell’ufficio anagrafe di Recanati, che “poche ore dopo aver ricevuto la sentenza dalla cancelleria del tribunale, si erano messi gia’ in moto. La loro efficienza dovrebbe essere un esempio a livello nazionale”. Nel suo racconto a Radio Erre, Maura ripercorre il cammino verso il cambio di sesso, iniziato dal 2016, e affrontato con grande convinzione nonostante avesse perso la vista a 19 anni per una rara malattia alla retina. “E’ stato molto piu’ facile convivere con la cecita’ che con l’incongruenza di genere – dice -. Se da un giorno all’altro non vedi piu’ in qualche modo puoi riorganizzare la tua vita ed e’ quello che ho fatto. E’ dura ma ci sono grandi possibilita’. Con l’identita’ di genere non puoi scendere a patti ed esiste un solo modo che si chiama transizione”. “La disforia di genere e’ veramente una brutta bestia e sconfiggerla non e’ stato semplice, ma ho avuto la fortuna di avere al mio fianco una grande famiglia – conclude Maura -. Senza di loro non avrei fatto nulla. Mi sono stati vicini in tutti i passi della transizione mostrando un coraggio da leoni e facendomi capire che cosa significa essere dei perfetti genitori. Se oggi sono una donna felice e serena e’ anche grazie a loro”.