Lunedì nero per le borse asiatiche: Shanghai chiude a -8,7%

49

Nuovo crollo per le borse asiatiche spaventate dai rischi relativi al rallentamento dell’economia della Cina e dall’inerzia del governo di Pechino che non ha ancora ridotto il coefficiente di riserva obbligatorio delle banche (azione che i mercati attendevano fortemente) nonostante le iniezioni di liquidità degli scorsi giorni non siano riuscite ad abbassare i tassi di interesse nel Paese. A Shanghai l’indice CSI 300 ha terminato a -8,75%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng segna al momento -5% circa. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso a -4,61%. Il Ftse Mib segna -2,11%, il Ftse Italia All-Share -2,19%, il Ftse Italia Mid Cap -2,69%, il Ftse Italia Star -3,24%. Mercati azionari europei in pesante ribasso: DAX -2,2%, CAC 40 -2,2%, FTSE 100 -2,3%, IBEX 35 -2%. L’euro si rafforza ulteriormente nei confronti del dollaro: sempre più lontana l’ip otesi di rialzo dei tassi ufficiali USA a settembre a causa della crisi dei mercati asiatici. EUR/USD al momento oscilla in area 1,1490 dopo un massimo a 1,1499, il valore più elevato da febbraio. Mercati obbligazionari europei in divergenza con acquisti sul Bund e vendite sui bond euro-periferici: il rendimento del BTP decennale sale di 3 bp all’1,89%, mentre quello del Bund decennale cede 4 bp allo 0,55%. Lo spread sale di 7 bp a 134. Venerdì scorso a Wall Street l’S&P 500 ha chiuso a -3,19%, il Nasdaq Composite a -3,52% e il Dow Jones Industrial a -3,12%. I future sui principali indici USA attualmente sono in ribasso del 3 per cento circa.

Borse asiatiche

Lunedì nero per le borse asiatiche contagiate dal collasso dell’economia cinese. La crisi economica di Pechino trascina al ribasso tutti i mercati asiatici. Drammatiche le notizie che arrivano da Shanghai: lo Shanghai Composite perde il 7,86%, lo Shanghai Shenzhen Csi 300 l’8,62% e lo Shenzhen Composite il 7,72%. Spaventa anche l’inerzia del governo di Pechino che non ha ancora ridotto il coefficiente di riserva obbligatorio delle banche (azione che i mercati attendevano fortemente) nonostante le iniezioni di liquidità degli scorsi giorni non siano riuscite ad abbassare i tassi di interesse nel Paese. Crolla anche il petrolio (questa mattina il Wti scende sotto i 40 dollari al barile). Fin dai primi scambi la borsa di Tokyo evidenziava la gravità della situazione con l’indice Nikkei 225 in calo di oltre 2 punti percentuali: il principale indice giapponese ha poi terminato la seduta a quota 18540,68, con un ribasso del 4,61% che lo espone al rischio di inversione della tendenza rialzista degli ultimi mesi. In flessione anche l’indice Topix (-5,86%). Sul fronte societario il crollo è generalizzato ma i titoli dell’export e i bancari risultano tra i più colpiti dalle vendite: Mitsubishi UFJ Financial Group, Mizuho Financial e Sumitomo Mitsui Financial Group hanno lasciato sul campo oltre il 8% ciascuna, mentre Sony è precipitata di quasi 8 punti percentuali. Male anche Toyota Motor (-2,33%) e Nikon (-4,59%) Tutte le borse asiatiche sono contagiate dal sell-off sulla borsa cinese: la Borsa di Taiwan è precipitata del 7,46%, facendo registrare la peggiore seduta nella sua storia. Molto male anche Hong Kong, a meno 4,92%, dove soffrono principalmente i titoli di società alberghiere, della ristorazione e del trasporto pubblico. In rosso anche l’indice Kospi (-2,47%) : la Corea del Sud è particolarmente esposta al rallentamento dell’economia cinese.

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso l’ultima seduta dell’ottava in forte ribasso. Il Dow Jones ha perso il 3,12%, l’S&P 500 il 3,19% e il Nasdaq Composite il 3,52%. Nell’arco della settimana il Dow Jones ha lasciato sul terreno il 5,8%, l’S&P 500 il 5,8% e il Nasdaq Composite il 6,8%. A causare il panico a Wall Street sono stati i timori di un rallentamento dell’economia cinese. Deludente anche il dato macroeconomico pubblicato in giornata. Nel mese di agosto l’Indice PMI Manifatturiero (stima flash) si è attestato a 52,9 punti in calo dai 53,8 del mese precedente scivolando sui livelli minimi da ottobre 2013. Sul fronte societario Apple -6,12%. Il titolo del produttore dell’iPhone paga l’elevata esposizione del gruppo al mercato cinese. Chevron -4,32%. Il prezzo del petrolio sul mercato Nymex è sceso per la prima volta dal 2009 sotto i 40 dollari al barile. Salesforce +2,02%. Lo specialista del cloud computing ha rivisto al rialzo le previsioni sui ricavi per l’esercizio in corso a 6,55-6,63 miliardi di dollari. Nello scorso trimestre l’utile per azione adjusted si è attestato a 0,19 dollari su ricavi per 1,63 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,18 dollari su ricavi per 1,6 miliardi. Hewlett-Packard +0,44%. Il gruppo informatico ha chiuso il terzo trimestre con un utile di 854 milioni di dollari, in calo rispetto ai 985 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono calati dell’8% a 25,3 miliardi mentre l’Eps adjusted si è attestato a 0,88 dollari. Per l’intero esercizio la società stima un utile per azione compreso tra 3,59 e 3,65 dollari (3,53-3,73 dollari la precedente guidance). De Ere & Co -8,23%. Il produttore di macchine agricole ha annunciato una trimestrale meno debole del previsto ma ha fornito un outlook deludente. Nel terzo trimestre l’utile è calato a 511,6 milioni di dollari (1,53 dollari per azione) da 850,7 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono diminuiti del 20% a 7,594 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,44 dollari su ricavi per 7,146 miliardi. Per il quarto trimestre è previsto un calo delle vendite del 24%. Foot Locker -3,89%. Il rivenditore di scarpe sportive ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel secondo trimestre l’utile è cresciuto a 119 milioni di dollari (0,84 dollari per azione) da 92 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono aumentati del 3,3% a 1,7 miliardi mentre le vendite a parità di negozi sono salite del 9,6%. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,69 dollari su ricavi per 1,66 miliardi con vendite in crescita del 5,9%. Gap -4,37%. Il gruppo di abbigliamento ha annunciato una trimestrale in calo. L’utile nel secondo trimestre è diminuito a 219 milioni di dollari da 332 milioni mentre i ricavi sono scesi del 2% a 3,9 miliardi. Escluse le poste straordinarie l’Eps si è attestato a 0,64 dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,66 dollari su ricavi per 3,97 miliardi.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in forte ribasso a causa del crollo di Shanghai e delle altre piazze asiatiche. Il Dax30 di Francoforte cede il 3,2%, il Cac40 di Parigi il 3%, il Ftse100 di Londra il 2,5% e l’Ibex35 di Madrid il 3,1%. Lusso, banche e auto sono i comparti maggiormente penalizzati.

Italia

Piazza Affari prosegue la correzione con l’indice Ftse Mib che ha chiuso la seduta di venerdì con un tonfo del 2,82% a 21.746 punti. La soglia dei 22.000 punti non veniva violata al ribasso da inizio luglio. A far scattare le vendite su tutte le Borse internazionali è stata l’ennesima conferma del rallentamento dell’economia cinese. Il nervosismo è alimentato anche dalla Grecia dove il premier Alexis Tsipras si è dimesso e ha deciso di richiamare i cittadini ellenici alle urne intorno a metà settembre. Indietreggiano i petroliferi con Tenaris (-5,4%) sotto pressione. Il Brent scende a 44,02 dollari/barile, minimo da marzo 2009, mentre il WTI tocca i 39,01, minimo da febbraio 2009. L’indice EURO STOXX Oil & Gas segna -2,5%. Molto deboli gli automobilistici: l’indice EURO STOXX Automobiles & Parts segna -3%. Vendite su FCA (-4,3%), nonostante i nuovi interventi a favore del settore automobilistico annunciati in Brasile, Sogefi (-4,7%) Brembo (-3,9%). In netto calo il comparto lusso. Le società del settore puntano molto sulla crescita dei ricavi sui mercati asiatici: il rallentamento della crescita economica in Cina pone a rischio la solidità dei loro conti economici. Deboli Tod’s a -3,8%, Salvatore Ferragamo a -4,4%, Moleskine a -5,6%. Forti vendite sui titoli del settore risparmio gestito: la tempesta che si sta abbattendo sui mercati finanziari rischia di ridurre la consistenza del patrimonio dei gruppi del settore e di fermare la raccolta. Mediolanum -3,7%, Azimut Holding -3,9%. Buzzi Unicem (-3%) in netto calo, penalizzata dal forte deprezzamento di dollaro e rublo contro euro. Il gruppo di Casale Monferrato ha negli USA e nella Russia due mercati di riferimento.


I dati macro attesi oggi

Lunedì 24 agosto 2015

14:30 USA Indice Fed Chica go (attività economica nazionale) lug.