L’Unione delle cooperative punta su formazione e innovazione: Così rilanceremo la pesca in Campania

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in foto Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale dell'Unci Agroalimentare

L’ Unci Agroalimentare, associazione nazionale di rappresentanza e tutela delle cooperative operanti nei settori della pesca, dell’acquacoltura e della filiera agro-alimentare, ha messo in campo le iniziative e le attività previste dal Programma triennale della pesca e dell’acquacoltura, relativo all’annualità 2021.
“Le priorità sulle quali si intende puntare in particolare in Campania – spiega il presidente nazionale dell’Unci, Gennaro Scognamiglio – sono: formazione professionale, programmi di ricerca scientifica, innovazione della filiera ittica, condivisione delle buone pratiche, promozione della pesca sostenibile e valorizzazione del territorio”.
Tra gli obiettivi da raggiungere per un ammodernamento del comparto produttivo, rispondente alla sempre più urgente esigenza di salvaguardare gli equilibri ecologici ed ambientali, ed un’adeguata crescita in termini di remuneratività e qualità del lavoro del settore, soprattutto per le imprese di piccole dimensioni, c’è lo sviluppo di una economia ittica basata sulla mobilitazione delle potenzialità endogene dei territori allo scopo di creare un modello concreto ed efficiente, finalizzato alla promozione di nuove strategie di sviluppo del settore pesca professionale, anche attraverso la realizzazione di reti e filiere, e misure tese all’innovazione delle attività ittiche e alla transizione verso una pesca ecocompatibile ed ecosostenibile, a beneficio degli stock ittici e degli operatori del mare.
Una sfida importante ed impegnativa che sarà possibile cogliere attraverso lo sviluppo di progetti specifici che concentrandosi sul monitoraggio e l’elaborazione di nuovi modelli di pesca sostenibile, possano anche preservare la micro economia delle comunità costiere di pescatori di tutti gli operatori del comparto.
Grazie ad un avanzato sistema di monitoraggio e di elaborazione statistica delle catture, elaborando appositi piani di gestione su dati stock ittici, sarà possibile supportare le misure di conservazione e tutela della risorsa ittica, mettendo in essere così un modello di minor sforzo di pesca, mantenendo comunque un adeguato livello di operatività del settore, fornendo così risposte concrete alle esigenze e ai problemi degli addetti.
Sul fronte della ricerca scientifica, applicata al settore produttivo ittico, invece, sono stati avviati dei progetti specifici in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli su: acquaponica e idroponica, sistemi alternativi di coltivazione fuori suolo combinati con l’allevamento di pesci, per l’incremento del reddito dei pescatori; caratterizzazione e tracciabilità nella mitilicoltura; sperimentazione sull’allevamento di Sepia officinalis in ambiente controllato (stadio di schiusa e primo stadio di crescita).