M5S, Cecconi si fa da parte: “Rinuncio a elezione”

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Roma, 8 feb. (AdnKronos) – “Qualche giorno fa, come annunciato con un post sul Blog delle Stelle, ho proceduto a effettuare il versamento al Fondo per il Microcredito per mettermi in regola con le restituzioni pubblicate sul sito tirendiconto.it. Il ritardo è stato dovuto a motivi di natura personale, che penso che nessuno possa essere in grado di giudicare, e sui quali non mi dilungo. In particolar modo spero che abbiano il pudore di tacere gli esponenti dei partiti che si pappano un mega-stipendio, che viaggiano in auto blu, che hanno maturato il vitalizio e che si prendono anche un ricco assegno di fine mandato alla faccia della gente normale che non arriva a fine mese”. Lo precisa il deputato M5S Andrea Cecconi con un post sulla sua pagina Fb, ritornata online, annunciando la decisione di rinunciare alla eventuale rielezione.

“Non c’è nessuna legge che ci obbliga a dimezzarci lo stipendio. O meglio – prosegue l’esponente grillino – ci sarebbe stata se gente come la Morani, che oggi parla a vanvera, avesse votato la legge che noi abbiamo proposto e che fissava lo stipendio dei parlamentari a 3.000 euro al mese. Ma tutti i parlamentari dei partiti hanno voluto tenersi il mega-stipendio e quindi noi (e solo noi) facciamo le restituzioni. Ho rinunciato a 75.000 euro di rimborsi e restituito quasi 120.000 euro in questi anni, e questo nessuno può togliermelo, so però di aver fatto una mancanza nei confronti degli iscritti del MoVimento 5 Stelle, anche se la mia coscienza è pulitissima perché ho restituito fino all’ultimo centesimo come promesso”.

“I probiviri decideranno sul procedimento disciplinare nei miei confronti e sulla sanzione da comminare. Sono sereno e accetterò ciò che stabiliranno. In ogni caso – annuncia Cecconi – vi comunico che ho già deciso di rinunciare alla mia elezione. Il 4 marzo cederò il passo e andranno avanti gli altri candidati che trovate nel listino. Continuerò a fare campagna per il MoVimento e per i candidati del mio collegio. Lo sento come un dovere nei confronti di chi mi ha dato fiducia alle parlamentarie”.

“La mia, seppur piccola, è una mancanza e voglio dare l’esempio a tutti i candidati, non solo del MoVimento, ma anche dei partiti. Penso all’assessore del Pd indagato per corruzione che è candidato in Puglia. Lui si è dimesso da assessore perché sa quanto sia inopportuno mantenere quel ruolo in quella situazione, esca anche dalla lista: dichiari di rinunciare alla sua elezione! E ce ne sarebbero decine di assoluti impresentabili nelle liste del Pd e del centrodestra. Sono troppo attaccati alla poltrona. A me invece non interessa tanto. Noi del MoVimento siamo così. Se facciamo una cazzata togliamo il disturbo e vanno avanti gli altri. Buona campagna a tutti”, conclude il deputato, che in un post scriptum aggiunge: “Ovviamente ho già rinunciato al vitalizio e rinuncio all’assegno di fine mandato”.