M5S, ecco il piano per il lavoro

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Roma, 13 mar. (AdnKronos) – Il reddito di cittadinanza, gli investimenti produttivi dello Stato nei settori a più alto ritorno occupazionale, con un occhio attendo al Sud a cui destinare il 34% di questi investimenti. E ancora: il salario minimo orario; la Banca pubblica di investimento con tassi agevolati per il credito a micro, piccole e medie imprese; un Patto di Produttività programmato tra lavoratori, governo e imprese al fine di rilanciare salari, produttività e investimenti. Pasquale Tridico, indicato da Luigi Di Maio come ministro del Lavoro in un governo M5S, sul blog delle stella traccia le priorità sul fronte lavoro.

REDDITO DI CITTADINANZA – Tra le misure per il lavoro proposte dal M5S vi è il reddito di cittadinanza. “Lo Stato – scrive Tridico – sosterrà economicamente chi oggi non raggiunge la soglia di povertà indicata da Eurostat, in cambio dell’impegno a formarsi e ad accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro, purché siano eque e vicine al luogo di residenza”. Dove troveranno i soldi per realizzare il reddito di cittadinanza? Per Tridico la misura può “essere finanziata attraverso maggior deficit in termini assoluti ma senza aumentare il rapporto deficit/Pil e senza sforare la soglia del 3%”.

“In sintesi il meccanismo è questo: – spiega – grazie alla nostra misura almeno 1 milione di persone che attualmente non cercano lavoro ma sarebbero disponibili a lavorare (i cosiddetti ‘inattivi’ e scoraggiati) verranno spinti alla ricerca del lavoro attraverso l’iscrizione ai Centri per l’Impiego e andranno così ad aumentare il tasso di partecipazione della forza lavoro. Questo ci permetterà di rivedere al rialzo l’output gap, cioè la distanza tra il Pil potenziale dell’Italia e quello effettivo, perché 1 milione di potenziali lavoratori saranno di nuovo conteggiati nelle statistiche Istat”.

INVESTIMENTI PRODUTTIVI – Ma l’uomo che Di Maio vorrebbe al ministero del Lavoro indica anche, tra le priorità, “gli investimenti produttivi dello Stato nei settori a più alto ritorno occupazionale, senza i quali il reddito di cittadinanza sarebbe una misura monca, poiché non potrebbe offrire ai beneficiari il lavoro di qualità che abbiamo in mente”. “L’idea – prosegue Tridico – è di destinare almeno il 34% di questi investimenti nel Sud Italia, che ha urgente bisogno di uscire dal sottosviluppo e dal sotto-investimento a cui lo hanno condannato le politiche economiche degli ultimi decenni e l’assenza di una strategia industriale e di sviluppo”.

SALARIO MINIMO ORARIO – Tra le priorità indicate, anche “il salario minimo orario, che ha il compito di salvaguardare quelle categorie di lavoratori non coperte da contrattazione nazionale collettiva. L’obiettivo è di sradicare sfruttamento e precarietà, che negli ultimi anni sono cresciuti enormemente, e dare anche un impulso alla domanda interna”.

PATTO DI PRODUTTIVITA’ – Tra le misure per il lavoro targate M5S vi è anche un Patto di Produttività programmato tra lavoratori, governo e imprese, “al fine di rilanciare salari, produttività e investimenti, soprattutto in quei settori in cui decideremo di intervenire selettivamente con la riduzione del cuneo fiscale”. “Dobbiamo impedire – spiega Tridico – che il minor costo del lavoro porti le imprese ad ignorare gli investimenti ‘capital intensive’ in settori ad alto contenuto tecnologico, come accaduto in questi anni tramite i circa 23 miliardi di sgravi fiscali sulle nuove assunzioni regalati dal Jobs Act”.

ROBOTIZZAZIONE – Infine, tra le misure M5S, compare il tema di più lungo periodo della robotizzazione, “una sfida che – secondo Tridico – non va lasciata alla schizofrenia del mercato, ma gestita politicamente. Il primo passo in questo senso sarà la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, in modo da aumentare l’occupazione e di incentivare la riorganizzazione produttiva delle imprese”.