M5S, espulsi due senatori e due eurodeputati. C’è anche il campano De Falco

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In foto Gregorio De Falco

Quattro espulsioni e un richiamo. Due casi archiviati e due ancora in attesa di ‘giudizio’. E’ il bilancio M5s di fine anno deciso dal Collegio dei probiviri e pubblicato sul Blog delle Stelle sul caso dei senatori dissidenti pentastellati che si erano opposti al decreto Sicurezza targato Salvini: Gregorio De Falco e Saverio De Bonis (espulsi), Lello Ciampolillo (richiamo); Matteo Mantero e Virginia La Mura ‘salvi’ (caso archiviato); Elena Fattori e Paola Nugnes in stand by (i procedimenti disciplinari sono ancora pendenti). Ma espulsi sono stati anche i due eurodeputati Marco Valli (per la laurea falsa inserita nel curriculum) e Giulia Moi (per la vicenda Rimborsopoli). Immediato il commento del capo politico M5s Luigi Di Maio – che in queste ore si trova in ritiro con Alessandro Di Battista in un luogo top secret vicino a Roma – twitta netto: “Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. Oggi i probiviri si sono espressi con provvedimenti duri e giusti. Chi non sostiene il contratto di governo e’ fuori dal Movimento. Il rispetto degli elettori viene prima di tutto”.

De Falco: Zero democrazia
“Non me l’aspettavo, si tratta di un provvedimento abnorme e incostituzionale”. Lo dice all’AdnKronos il senatore dei Cique Stelle Gregorio De Falco, commentando la sua espulsione decisa dai probiviri del partito. “Speravo – spiega – che restasse vivo uno spazio democratico nel Movimento, che per suo statuto deve essere ispirato al metodo democratico”. “Si tratta di un provvedimento abnorme e incostituzionale – argomenta l’ufficiale della capitaneria di porto – perché incide sulla libertà di opinione e voto del parlamentare, tutelata da quella Costituzione che proprio il M5S ha difeso nel 2016 dal tentativo di manomissione del Pd di Renzi”. “Con questa decisione – conclude – si dimostra che nel M5S mentre si discute di saltare la regola del doppio mandato dall’altra parte ci si irrigidisce pensando che un parlamentare debba votare a favore della manovra senza nemmeno leggerla”.