Made in Carcere veste #ANNA: scatti dell’anima lungo il Sentiero immerso nel Parco Unesco in Val d’Orcia

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Ci sono incontri che accadono per affinità, che nascono da una connessione spontanea. L’arte, l’etica, la bellezza e la libertà si sono date appuntamento lungo il Sentiero dell’Arte e dell’Anima, il percorso voluto e creato dalla Fondazione Fur, presieduta dal mecenate svizzero Urs Rechsteiner, che da anni promuove la cultura contemporanea come ponte tra sensibilità e territori.
È qui, tra le colline dorate di Pienza, nel cuore della Val d’Orcia – patrimonio mondiale dell’Unesco – che nasce “Lungo il Sentiero dell’Arte e dell’Anima – Made in Carcere veste #ANNA”, un progetto che unisce arte e riscatto, creazione e consapevolezza.
Protagonista degli scatti è Anna Fielbal, modella francese, studentessa presso Eidm, il Campus di Lille, in Francia, e anima del progetto fotografico #ANNA, realizzato dalla fotografa Elisabetta Gazziero. A vestire Anna, gli abiti e gli accessori Made in Carcere, marchio etico fondato da Luciana Delle Donne, che per il suo impegno si è vista riconoscere l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella.

Il “Metodo/Modello Made in Carcere” permette a donne, uomini e a minorenni in stato di detenzione, che vivono ai margini della società, di lavorare, ricostruendo consapevolezza e dignità umana. L’attività inoltre recupera tessuti inutilizzati e scartati dalle imprese e diventano la materia prima per le lavorazioni in carcere e simbolo di una seconda opportunità.
Gli scatti fotografici in un luogo dell’anima raccontano dignità e rinascita, a sottolineare come ogni cucitura sia un atto di libertà.
Ecco, il progetto “Lungo il Sentiero dell’Arte e dell’Anima – Made in Carcere veste #ANNA” nasce da valori condivisi: il rispetto per la persona, l’amore per la terra, la fiducia nella bellezza come forma di cura.
Attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, #ANNA racconta la verità di un istante, la forza della vulnerabilità, la libertà del non-posare. È un viaggio intimo e sincero nella bellezza imperfetta, quella che nasce quando si lascia cadere ogni maschera.

Nei giorni scorsi, la modella francese Anna Fielbal, la scienziata Maude Jimenez Mermillon, supporter del progetto, hanno posato lungo il Sentiero dell’Arte e dell’Anima celebrato anche dal New York Times e dalla stampa di tutto il mondo.
La modella per il progetto, la scienziata Maude Jimenez Mermillon, è professoressa all’Università di Lille, ambasciatrice del programma For Girls in Science della Fondazione L’Oréal, è impegnata da sempre nella promozione degli studi scientifici per le giovani studentesse e dell’empowerment femminile. Di recente ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Chevalier de l’Ordre des Palmes Acadèmiques.
Un percorso simbolico e reale, quello di “Made in Carcere veste #ANNA”, che celebra la forza trasformativa dell’arte e la bellezza che nasce dalla libertà di essere se stessi.
Un invito a guardare l’anima attraverso la materia, e a credere che ogni storia — anche la più fragile — possa rinascere in luce.

Nel team di lavoro la project manager, la giornalista Maria Cava, la fotografa e docente di fotografia alla Business School Eidm, Elisabetta Gazziero.
La Gazziero ha creato il progetto #ANNA nell’intento di liberare la personalità delle giovani donne sin troppo intrappolate oggi negli stereotipi dei social e degli standard che questi ultimi impongono, coniugando bellezza e autenticità con uno sguardo libero. Fotografa italiana residente in Francia ha cercato di esprimere la sua visione realizzando per anni reportages umanitari, e cercando di donare un contenuto emozionale ad ogni immagine anche nel campo della moda.
Tutte insieme hanno percorso il Sentiero dell’Arte e dell’Anima di Pienza, immergendosi nel paesaggio della Val d’Orcia per dare vita a un racconto per immagini che intreccia arte, anima, consapevolezza, bellezza e paesaggio.

 

Le dichiarazioni

Urs Rechsteiner, Presidente della Fondazione Fur
“Sono davvero orgoglioso che il Sentiero abbia potuto ispirare un progetto come questo. Ho sempre pensato che un luogo così carico di energia positiva potesse aiutarci a diffondere messaggi di cura e di valorizzazione di persone e luoghi”.

Luciana Delle Donne, Ceo di Made in Carcere
“Ripeto spesso che dare e darsi è la nuova frontiera della ricchezza, ne sono fermamente convinta. Dopo tanti anni qui in Made in Carcere, lo hanno capito un po’ tutti. All’inizio ero sola, ma ora siamo in tanti. Per noi è importante avere una ricompensa. La nostra ricompensa è guardare lo sguardo vivo, quel sorriso di gratitudine che le donne detenute rivolgono a tutte noi. Sguardi indimenticabili che parlano e dicono tutto con un sorriso: gioia e consapevolezza per ciò che stanno facendo, nonostante siano in carcere. La capacità creativa che cresce in loro ci dà speranza e fiducia in un miglioramento, in una crescita culturale. Fa salire un gradino di benessere a tutti i detenuti, ma anche a tutte le persone che ci attraversano inside out. E per noi questa è la vera missione”.

Ophèlie Kubiak, Direttrice Eidm, Fashion and Luxury Business School
“L’Eidmè particolarmente orgogliosa di essere al fianco della Fondazione FUR  e di Made in Carcere per promuovere i valori della libertà attraverso l’arte e la moda. Ringraziamo in modo particolare la nostra docente di fotografia, Elisabetta Gazziero, ma anche la Fondazione Fur Reichstainer per il suo mecenatismo che ci ha permesso di accompagnare questo progetto con la Scuola e di promuovere i valori di libertà ed emancipazione”