Madre miglior museo d’Italia del 2015

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Il Museo d’Arte contemporanea Donnaregina (Madre) di Napoli è i migliore dell’anno, in Italia. Lo stabilisce la rivista Atribune, che nel consueto “Best of” di fine anno sul meglio dell’arte italiana ha scelto lo spazio espositivo napoletano come esempio del top in materia. Non si tratta, tuttavia, di un riconoscimento isolato: già nel 2013 Artribune premia il Madre miglior museo del Paese e, lo scorso anno, gli conferisce una menzione speciale, riconoscimenti della stampa specializzata che sembrano trovare riscontro nel gradimento del pubblico, cresciuto ancora nel 2015 di oltre il 20 per cento rispetto all’anno precedente, e più che raddoppiato negli ultimi tre anni.

Un ricco calendario
Il museo sta già lavorando alla prossima stagione espositiva che comprenderà, tra l’altro, la mostra personale, nella primavera del 2016, dedicata a Mimmo Jodice (Napoli, 1934), uno degli indiscussi maestri della fotografia contemporanea. La mostra, la più ampia retrospettiva mai dedicata all’artista, presenterà, in un percorso appositamente concepito per gli spazi del museo Madre, più di cento opere, dalle seminali sperimentazioni sul linguaggio fotografico degli anni Sessanta e Settanta ad una nuova serie (Attese, 2015) realizzata dall’artista in occasione di questa mostra. Articolando fra loro i principali aspetti e temi della sua ricerca – le radici culturali del Mediterraneo, le epifanie del quotidiano, il paesaggio naturale, la fantasmagoria delle metropoli contemporanee, il confronto fra la tensione etica e la dimensione della cronaca o della storia, così come fra il passato e l’identità contemporanea – Jodice si sofferma in un tempo indefinito, in cui si intrecciano il passato, il presente e un futuro ancora sospeso nella dimensione dell’attesa, e in cui, se dal 1978 scompare la figura umana, fino a quel momento presenza ricorrente, ciò che si staglia di fronte a noi è l’ineffabile eternità e il nitore assoluto di immagini in bianco e nero, lo sguardo incantato e rivelatore di una macchina da presa che si fa macchina del tempo, o del superamento del tempo, la suprema celebrazione dell’umano, colto osservando il mondo interno a noi e restituito in tutte le sue espressioni sensibili, la scoperta e la costante reinvenzione, infine, dell’espressione fotografica stessa, e delle sue potenzialità rappresentative e conoscitive. In occasione della mostra sarà pubblicata, a giugno 2016, una nuova monografia dedicata all’artista che conterrà, insieme a contributi critici inediti, un esteso apparato bio-bibliografico e iconografico, anche con le immagini della mostra.