Magistrato antimafia incoraggia l’assobalneari sui rifiuti

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L’attuale criminoso sistema di smaltimento dei rifiuti, che  non ripulisce le città e  riempie le discariche, che arricchisce la criminalità e suscita comportamenti illegali nelle pubbliche amministrazioni, può essere sovvertito, cancellato, sconfitto da iniziative come quella attuata da Assobalneari Campania. Lo ha affermato con forza il magistrato Roberto Pennisi, coordinatore del Polo criminalità ambientale della Direzione Nazionale Antimafia, concludendo ieri il convegno “Chi non inquina non paga” all’Arenile di Bagnoli. Parole molto chiare di incoraggiamento ed elogio per l’iniziativa del presidente Assobalneari, Antonio Cècoro, che attua differenziata e recupero al 98% nel suo stabilimento balneare sul litorale Domizio, ed è costretto a nuovi ricorsi al Tar per ottenere dal Comune di Castelvolturno il rispetto della legge nazionale e delle norme europee. Altrettanto positivo è stato il giudizio dell’alto magistrato sulla campagna di informazione e denuncia che l’Assobalneari ha promosso presso imprenditori e pubbliche amministrazioni in tutta Italia per ottenere il rispetto di una legislazione volutamente ignorata, quella che incoraggia e consente a chiunque di non produrre rifiuti mediante il recupero autonomo. Ma questo mette in crisi tutto il sistema che vede collegate le pubbliche amministrazioni con le imprese interessate a che il rifiuto esista e sia fonte di immensi guadagni e di immensi danni ambientali: “Quanto auspicato dalla legislazione vigente, quanto attuato dal presidente Cècoro è un pericolo per le imprese criminali e per il sistema vigente in tutta Italia, dove ancora l’80% dei rifiuti finisce nelle discariche e provoca la creazione di inceneritori che annullano ciò che invece può diventare ricchezza attraverso il recupero”.

Il magistrato ha dichiarato che porterà “la preziosa ed esemplare esperienza” di Castelvolturno nei consessi internazionali ed ha assicurato l’attenzione della Direzione Antimafia sul comportamento dei pubblici amministratori che, ha insistito, richiedono l’intervento della Giustizia ordinaria. Al convegno ha partecipato anche il presidente Assobalneari Abruzzo che ha Giulianova ha riunito ben 40 imprese balneari e quattro grandi alberghi che insieme attuano il recupero al 98% e, come a Castelvolturno, si son visti negare dal Comune l’esenzione dal tributo.

Il convegno, aperto da Cècoro che oltre ad esporre la possibilità per imprese e condominii di risparmiare enormi somme di tributi, ha richiamato l’attenzione sul fatto che un panettone comprato per 1 euro al supermercato, se non viene mangiato ma buttato fra i rifiuti, costa alla collettività quasi il doppio: 1 euro e 90 centesimi. Analoga dimostrazione sui risparmi possubili dal consulente ambientale Stefano Tonziello, inventore di una compostiera domestica di piccolissime dimensioni per recuperare l’umido, e proprietario di una gallina “compostiera vivente” che ha accolto i partecipanti all’ingresso della sala. L’avvocato Luigi Roma autore dei ricorsi vincenti al Tar Campania, ha auspicato azioni e attenzioni della magistratura antimafia sui pubblici amministratori che boicottano il recupero autonomo. Il deputato Marcello Taglialatela ha assicurato l’interesse della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti di cui fa parte. Dal presidente della Commissione regionale ambiente, Gennaro Oliviero, sono arrivate buone notizie: la legge sui rifiuti andrà in aula nei prossimi venti giorni, la Regione affronterà anche il problema della rigidità della spesa comunale che induce a calcolare il tributo sui metri quadri e non sulle quantità e peso dei rifiuti, come sarebbe più giusto e conveniente per cittadini, commercianti, industrie.