Magistratura onoraria, appello al Governo: Decreto legge per garantire tutele e adeguata retribuzione

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“I magistrati onorari chiedono al Governo l’adozione di un decreto legge che garantisca autonomia, indipendenza, adeguata retribuzione e diritti previdenziali ed assistenziali spettanti a tutti i lavoratori europei, diritti in passato già riconosciuti ad altri magistrati onorari quali ad esempio i Giudici Onorari Aggregati”. E’ quanto si legge in una nota dell’Associazione italiana magistratura onoraria, presieduta da Vincenzo Crasto e il cui segretario è Maria Rosaria Spina.
“Il ricorso alla decretazione d’urgenza si rende a questo punto necessaria per molteplici ragioni: in primis in quanto la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, poiché la nostra legislazione nazionale non è conforme al diritto dell’Unione Europea ed ha dato all’Italia due mesi per adottare le misure necessarie”, prosegue la nota.
“Inoltre la ‘controriforma’ della magistratura onoraria del 2017, che entrerà in vigore il prossimo 16 agosto, viola la Costituzione ed il diritto dell’Unione Europea, ma soprattutto determinerà con assoluta certezza e con effetto immediato il blocco totale della giurisdizione, a cagione della drastica riduzione dell’utilizzo dei magistrati onorari e dell’inaccettabile taglio degli emolumenti, con la corresponsione di somme inferiori a quelle previste per un reddito di cittadinanza”, rileva l’Associazione italiana magistratura onoraria.
“Ancora, nel 2016 il Comitato europeo dei diritti sociali presso il Consiglio d’Europa ha accertato la violazione da parte del nostro paese della Carta Sociale Europea, fondamentale trattato internazionale, riconoscendo il diritto dei magistrati onorari alle tutele previdenziali ed assistenziali. Ormai – rincarano i magistrati onorari – possiamo parlare di questione etica: i magistrati onorari hanno indubbi meriti, in quanto, in servizio anche da 25 anni, sostengono circa il 50% del peso della giustizia in Italia ed hanno pronunciato in passato anche due milioni di sentenze in un anno in tempi celerissimi, spesso inferiori ad un anno. Solo la non condivisibile affermazione che non abbiano superato un concorso ha giustificato un trattamento mortificante. Il precedente ministro della Giustizia scrisse addirittura che la condizione deteriore in cui versavano i magistrati onorari era giustificata dalla necessità di conservare i privilegi di altre categorie”.
Di qui l’appello all’Esecutivo: “Il Governo ha la possibilità finalmente di sanare un grave vulnus e dare dopo oltre 20 anni serenità ad una categoria di magistrati meritevoli, che in un recente passato sono stati costretti anche a forme di protesta estreme quali lo sciopero della fame”.