Mal comune, mezzo gaudio

Il potere ha millenni di esperienza e sa sempre come soffocare le proteste e le idee progressiste. Oggi non fa più l’errore di crocifiggere Gesù, aiutandolo, così, Il potere ha millenni di esperienza e sa sempre come soffocare le proteste e le idee progressiste. Oggi non fa più l’errore di crocifiggere Gesù, aiutandolo, così, a diventare immortale. Basta staccare la spina e spegnere giornali, talk show e notiziari televisivi per nascondere le ingiustizie. Senza clamore, qualsiasi pensiero cade nel vuoto. Un’altra forma di corruzione. Gli ignoranti e i corrotti, abbagliati dal denaro e dal potere, assecondano il leader che cerca di limitare la libertà anziché espanderla. Grande alleato di questa politica è chi ha uno scheletro nell’armadio. Sono in tanti e solidali. Al giorno d’oggi sono loro ad assurgere alle più alte vette della società. Si fa credere che i cervelli siano in fuga. In realtà, se ne agevola l’emigrazione perché in patria darebbero fastidio. Rimangono i mediocri, che sono in maggioranza e gelosi di chi è capace. Infatti, non scelgono i migliori per risollevare la situazione del paese in dissesto e anche la loro. Preferiscono peggiorare la condizione degli altri. Ecco perché la scelta del prestigiatore, che non è geniali come servirebbe, ma abile per sé stesso e i suoi accoliti. Tutti sappiamo che c’è il trucco e che la realtà è manipolata. Ma siamo talmente stolti da considerare il raggiro prova di efficienza e capacità. Divergenze parallele La mafia gode della complicità del tessuto sociale. Forse anche l’ISIS. In una società esasperata dall’assenza dello stato, rappresenta il sogno, perverso, di giustizia e benessere. È una forma diversa della lotta di classe. Come pure l’ISIS. La disoccupazione è alleata della criminalità. In Italia induce molti giovani ad arruolarsi per trovare lavoro o protestare contro la mancanza. Lo stesso avviene nella società mussulmana, ancora più umiliata dalla miseria e dal perdurare del colonialismo. La violenza è una reazione naturale. Seppure siano tante le analogie con i nostri problemi, non cerchiamo di comprenderla né di arginarla. Inorriditi dalle crudeltà, vorremmo vendetta, altro sangue, la guerra. Sapendoci più deboli, li aggrediamo di insulti, forse appropriati, ma non adeguati a risolvere il problema. Nonostante non ci abbiano aggredito, siamo convinti che lo faranno, essendo l’Italia la parte d’Europa più esposta nel Mediterraneo. Il ministro dell’Interno allarma inutilmente la popolazione. Forse bisognerebbe parlarne con chi ne sa di più e decidere una strategia comune, non necessariamente di rivalsa. Perché non concedere l’indipendenza alla Palestina e lenire i disagi dei paesi arabi? Nel dopoguerra l’Europa fu salvata dal Piano Marshall. Se no, oggi saremmo noi in quelle condizioni. I capricci di chi non ama la politica Quando si chiama coerenza la stupidità, si vuole nascondere qualcosa. Infatti, Pisapia non spiega la ragione del non ricandidarsi. Visto che i milanesi erano contenti di come ha amministrato la città, sarebbe una riconferma sicura. Ora, invece, darà un inspiegabile vantaggio agli avversari. Perché presentarsi quattro anni fa se non era disposto a un secondo mandato? Non importa se gli elettori ci rimarranno male, se la sua coalizione sarà penalizzata. Non ama la politica o ne è stato disgustato? È in polemica col partito, un tempo di sinistra, ormai del premier? I politologi non sono interessati a saperne di più. Anche loro si accontentano della notizia senza approfondirne le cause. Ci si chiede dove li abbiamo trovati questi personaggi, non solo i politici, tutti diversamente uguali, tutti bacati, da Guinness dei primati. Chi non è corrotto ha altri difetti. I nostri discendenti stenteranno a credere ai testi di storia. Noi non ci saremo più. Quindi, vergogniamoci già adesso. Paese che vai, inciviltà che trovi Se la consultazione si fosse tenuta in Italia i giornali di oggi avrebbero titolato: maggioranza assoluta al centro-destra. Per i francesi, che ritengono la politica un affare serio, la destra di Sarkozy ha frenato l’avanzata della Le Pen. Perché la posizione conservatrice dell’ex presidente della Repubblica non ha nulla a che vedere con l’estremismo. Anzi, se ne distacca decisamente senza alcuna possibilità di dialogo e collaborazione. La notevole differenza consiste nella considerazione che i francesi hanno del loro paese e del popolo. In Italia, invece, da un po’ di tempo, l’essenziale e vincere, con qualsiasi coalizione e alleanze. Questa maturità non dipende solo dai politici, ma soprattutto dai cittadini. Se l’UMP si alleasse con l’estrema destra, gli elettori non lo voterebbero più. Del resto, Le Pen, un tempo il padre, oggi la figlia, vengono scelti solo nelle elezioni amministrative per segnalare un disagio sociale. Ma alle politiche ogni francese, di destra o di sinistra, vota soprattutto in difesa della libertà e anche della propria dignità. Gli italiani, invece, sono tifosi. Purché la propria squadra vinca. Comunque. Anche se, poi, a essere sconfitti siamo noi e i nostri figli.