Maltempo, Confagricoltura campana: Danni ingenti alle colture, la Regione chieda lo stato di calamità

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La neve e il gelo intensi a fine febbraio colpiscono in pianura e collina un’agricoltura già in piena ripresa, anche a causa delle temperature sopra le medie stagionali delle scorse settimane. E numerose sono le segnalazioni di danni a colture e strutture agricole che stanno pervenendo in queste ora a Confagricoltura Campania. “Ci troviamo di fronte a condizioni di eccezionalità dell’evento – afferma Rosario Rago, presidente di Confagricoltura – tali da giustificare da parte di Regione Campania un veloce accertamento dei danni e la richiesta di declaratoria di stato di calamità per il ricorso al Fondo di solidarietà nazionale, inoltre questo evento conferma quanto resti aperto il problema della scarsa diffusione degli strumenti assicurativi incentivati tra gli agricoltori”. Segnalazioni di danni a tunnel, ombraie e strutture antigrandine a nord di Napoli stanno pervenendo in queste ore. E nella zona di Acerra e Cardito (Napoli) e nella Piana del Sele (Salerno) c’è forte preoccupazione per la commerciabilità degli ortaggi in pieno campo a rischio gelata (carciofi, finocchi, fragole, lattuga) così come per la tenuta delle fioriture anticipate dei frutteti. In Penisola Sorrentina rischiano il crollo i pergolati dei limoneti e per questa colture è a rischio la produzione 2019 per i possibili danni sulla imminente fioritura di marzo. Sempre in provincia di Napoli si profilano costi più elevati per il gasolio da riscaldamento utilizzato nelle serre sopratutto quelle floricole della costa napoletana. E forti sono i timori per il possibile esito della gelata, attesa per la prossima notte, specie per quanto riguarda nocciolo e albicocco, che dai 350 metri di quota a scendere, in agro Nolano, sono già in piena ripresa vegetativa da un mese, in particolare la varietà San Giovanni per le nocciole. Inoltre si rilevano problemi di natura logistica come mancate partenze dei camion per il ritiro e le consegne cosa importante sopratutto per i prodotti freschissimi già pronti e imbustati, mentre si temono problemi anche per la raccolta del latte, specie nelle aree montane.