Manager finanziario o casalinga? Il ruolo della donna nella gestione finanziaria della famiglia in tempo di crisi economica

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Se le statistiche economiche rilevano che le famiglie italiane sono tra le meno indebitate dell’Unione Europea, il merito principale non può che andare alle donne Italiane che specialmente in questi periodi di crisi economica hanno dimostrato di avere una particolare capacità gestionale nel far quadrare i magri bilanci familiari. Se consideriamo che specialmente nel Sud Italia la maggioranza delle famiglie sono monoreddito, l’abilità di gestione finanziaria della donne ha del miracoloso e dovrebbe essere presa ad esempio dai nostri politici ed amministratori locali che quasi mai hanno dimostrato la stessa sagacia e capacità amministrativa. E’ indubbio che la donna italiana nello svolgere il suo ruolo di colonna portante della famiglia (madre, moglie, punto di riferimento per anziani genitori, ecc. ecc.) con il sopraggiungere della crisi economica ha dovuto centuplicare gli sforzi ed i sacrifici per riuscire a mantenere il tenore di vita della famiglia senza aggravare la situazione debitoria della stessa. Pur non essendo esperte di Economia o di gestione aziendale, le donne hanno applicato delle regole semplici ma efficaci quali l’ eliminazione delle spese superflue, massima attenzione negli acquisti, rivisitazione dei fornitori di merci e servizi, non è raro infatti vedere delle casalinghe o donne lavoratrici che concentrano gli acquisti nei momenti più favorevoli quando i prodotti alimentari sono come si dice in gergo a “ volantino” o nei periodi di saldi per l’ abbigliamento, riduzione dell’ utilizzo del mezzo di trasporto privato a favore di quello pubblico, ed applicazione del car – sharing per raggiungere il posto di lavoro o più semplicemente per accompagnare i figli in palestra, e tanto altro. Visto che questa politica di spending – revue “ all’ amatriciana” si è rivelata vincente ed efficace e forse ha contribuito a salvare l’ economia Italiana dal baratro, mi viene naturale suggerire alle aziende in crisi, alle amministrazioni locali, alle aziende municipalizzate, invece di assumere manager e consulenti con stipendi milionari e con risultati quasi sempre fallimentari, di rivolgersi a pool di casalinghe o a donne “normali”, forse così facendo, i loro conti sarebbero risanati a costi molto ridotti e sicuramente con tanta passione, abnegazione ed onestà in più … come citava un vecchio slogan pubblicitario “ provare per credere”.